Il libro di Michele Colagiovanni presentato a Civitavecchia
«Un fiume di sangue»
Le Suore Adoratrici del Sangue di Cristo nel Congo
R. PALIERI
«Non siamo allApocalisse, ma al momento della purificazione»: un giudizio che il Vescovo Girolamo Grillo ha riferito alla grave congiuntura mondiale muovendo dallanalisi dei sanguinosi rivolgimenti congolesi. Occasione la presentazione del libro «Un fiume di sangue» del missionario-scrittore Michele Colagiovanni. La difficoltà di comprendere la tesi del Vescovo è legata alla tendenza a vivere la fede come reazione allaltrui indegnità, mentre ardua è la presa di coscienza dei propri errori.
Lopera svolta nel Congo dalle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo, prima e dopo la rivolta del 1964 e le atrocità commesse contro i missionari bianchi dai Simba, i sanguinari "Leoni della foresta", sono gli elementi di spicco di una narrazione che avvince il lettore fino alle ultime pagine per lincertezza della sorte delle suore protagoniste. Più volte sul punto di essere uccise o violentate le religiose alfine si salvano mentre altri missionari soccombono.
Quattro fra le superstiti, presenti nellAula Pucci, testimoniano i tragici eventi.
Laccettazione del martirio diventa una condizione psicologica abituale per le suore. «Niente di straordinario dice la Superiora Provinciale Sandra Paolacci solo ladesione incondizionata allamore di Dio. Con la loro vita hanno raccontato una storia damore alle persone che hanno incontrato».
Suor Emma Zordan, promotrice del libro, si è detta convinta di aver reso un servizio alla Chiesa «con questa pubblicazione perché vi si parla di donne e uomini che hanno veramente creduto al Vangelo...donne impavide, che sono andate a portare la luce di Cristo, sempre forti, in specie davanti ai loro persecutori. Nessuna desiderava la morte, ma erano decise ad accettarla, convinte che la loro causa avrebbe giovato alla vita perché i cristiani hanno bisogno di confortare la loro fede con il martirio.» Perciò Suor Emma ha concluso che «questo libro ci renderà più forti, con un Credo più convinto». Tesi condivisa e arricchita dallintervento di R. Caputo, Ordinario di Letteratura italiana allUniversità di Tor Vergata, il quale riferendosi all'eccidio di cristiani nella Chiesa del Pakistan, ha detto del libro: «Non parla solo di ciò che è stato, ma di ciò che è. Peraltro, grazie allabilità del narratore, il testo suscita linteresse del lettore mentre insegna la storia e la geografia.
Gli incitamenti di Padre Jean de Vries, che invita a conservare il cuore sgombro dal rancore anche dinanzi alla violenza, hanno avuto un ruolo decisivo nel fiero comportamento delle suore dinanzi alle volgari aggressioni dei simba. Ma Padre Barry Fischer, Superiore generale della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, ha rilevato che la missionarietà non si vive solo nei drammatici frangenti di cui le suore sono state protagoniste. Essa inizia quando, lasciando la propria terra, si entra in un mondo completamente sconosciuto e bisogna imparare tutto di nuovo, iniziando dalla lingua. Allora «occorre comportarsi come un bambino che deve imparare a vivere in un ambiente sconosciuto, ma non è facile essere bambini a trentanni». Quindi Padre Fischer ha parlato delle ben più gravi difficoltà affrontate dalle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo, descritte da Michele Colagiovanni con la raffinata abilità dello scrittore di vaglia.
Del tentativo di ignorare la barbarie ed il dolore del continente africano ha parlato il giornalista dellOsservatore Romano, Padre G. Grieco, che ha posto in rilievo la particolare indifferenza della stampa italiana dinanzi ai problemi della gente di colore. Della necessità di questa sfida di amore ha parlato il padre dehoniano camerunese L. Mfouakouet che, anche in previsione di svolgere il compito di missionario, ha giudicato il volume estremamente interessante e formativo, ricavandone lesortazione a scrivere la storia dei religiosi africani.
Al pensiero del Vescovo, riportato allinizio si ricollegano due puntualizzazioni di Don Michele Colagiovanni:
1) «La Parola di Gesù non lascia tranquillo nessun partito»;
2) non cerchiamo di creare visioni manichee fra buoni e cattivi.
Nellarticolata manifestazione - sapientemente moderata da P. Rita Stella hanno avuto spazio danze etniche e palpitanti letture di brani di «Un fiume di sangue». Il tutto con il commento musicale de «I Metropolis». Illuminante la presenza delle religiose scampate agli eccidi nel Congo, fra le quali Suor Antonietta Capobianco, Suor Valeria Pilotti e Suor Maria Righi.
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