Febbraio 2005
Perché non votare al referendum
Ripetute volte mi è stata rivolta la domanda: perché mai, già prima che la Conferenza Episcopale Italiana si esprimesse al riguardo, ella, con chiarissima risolutezza, aveva dichiarato allopinione pubblica che non sarebbe stato opportuno accettare lo scontro referendario e tanto meno andare a votare sulla questione della fecondazione artificiale?
Non è difficile rispondere ad un quesito del genere.
Quanti sono gli italiani bene informati su di una questione così delicata e complessa come questa della fecondazione omologa, eterologa e dei tanti risvolti di natura sociale, antropologica, psicologica ecc. che essa comporta?
Probabilmente neppure tutti gli stessi radicali che hanno proposto il referendum avranno approfondito bene la cosa.
Con questo non si vuol dire che non ci siano persone competenti sia nel loro campo che tra i vari scienziati che si occupano della materia. Solitamente però, anche gli scienziati ed i vari studiosi sono veramente seri quando limitano la loro ricerca ad un ben delimitato settore dello scibile umano, pur non escludendo altre branche della conoscenza.
Così come non sembra possa essere di alcuno scandalo laffermazione che neppure gli stessi ecclesiastici conoscano tutti a fondo la bioetica, la quale risaputamene abbraccia una vasta area scientifica, oltre che morale.
Che dire poi della quasi totalità della popolazione italiana, credenti e non credenti, cattolici o meno?
Da chi e come sono stati informati su tale argomento?Mi si potrà dire dai giornali, dalla radio e dalla televisione? Ma non scherziamo!
E risaputo, infatti, che quanti leggono i giornali sono una minima parte dei cittadini, i quali, quasi tutti, si limitano ai titoli degli articoli. Non resterebbe che la radio e la televisione.
Davvero? Ma non è forse più che dimostrata la capacità di plagio mentale di questi strumenti della comunicazione sociale?
Per porre rimedio a tale situazione, forse, non basterebbero neppure un paio di anni, con dibattiti alla pari, per cercare di rendere edotti i cittadini sulle pieghe più nascoste del problema in oggetto.
Sembra alquanto ingenua, pertanto, la posizione di alcune autorevoli personalità che finora hanno sostenuto la necessità morale di andare a votare, pensando che tutti gli italiani siano preparati in materia come loro.
Ecco perché il non andare a votare si accoda a quello di tante altre persone che certamente in coscienza non sanno neppure per che cosa votare.
In questo quadro sopra descritto non resta, dunque, che una sola scelta: o rimandare di almeno un paio di anni il referendum, alle condizioni precedentemente esposte, o non andare a votare come forte obbligo di coscienza.
Si tratta, tutto considerato, di unargomentazione logicamente ineccepibile, anche se di certo non condivisibile da quanti, per pregiudizio anticlericale (come se fosse una questione di chiesa) o per altri pregiudizi sono legati mani e piedi da una incredibile irrazionalità dogmatica.
A questo punto, pertanto, non resta altro che invocare una maggiore riflessione da parte di tutti e a non intraprendere una inconsulta battaglia che, forse, potrebbe lasciare sul campo non pochi morti e feriti, cioè non sarebbe affatto una battaglia civile e tanto meno per la difesa di non ben comprensibili diritti civili
Girolamo Grillo, Vescovo
CIVITAVECCHIA - Movimento per la vita centro di aiuto alla vita
Un aiuto alle mamme in difficoltà
Uno degli strumenti del Movimento per la Vita per prevenire laborto volontario (accanto allascolto quotidiano delle donne ed allassistenza) , è il Progetto Gemma (dal nome della beata Gianna Beretta Molla), attraverso il quale viene offerto un aiuto concreto alle madri in attesa e costrette, loro malgrado, per condizioni economiche disagiate, a ricorrere allaborto volontario.
Esiste oggi in Italia una rete nazionale di solidarietà che ha salvato dallaborto circa 8.000 bambini in tutta Italia.
Le madri in difficoltà, incinte, si sono rivolte ai movimenti locali, e, quando cera un effettivo rischio di aborto e condizioni economiche disagiate, queste madri hanno beneficiato del PROGETTO GEMMA, che consiste in un contributo mensile di Euro 160,00 offerto per 18 mesi, proprio durante i mesi di gestazione, fino ad un anno circa di vita del bambino.
Alla nascita, tramite il Centro di Aiuto alla Vita che fa da tramite in ogni adozione, ladottante riceverà sicuramente la foto del bimbo nato, e tutti coloro che hanno contribuito potranno gioire per aver generato, nella solidarietà, un nuovo uomo.
È IMPORTANTE
PRECISARE CHE
IL PROGETTO GEMMA
NON E UNA SEMPLICE ADOZIONE A DISTANZA,
MA COSTITUISCE UNA DELLE POCHE VIE DI
PREVENZIONE DELLABORTO VOLONTARIO:
Noi speriamo vivamente che anche i lettori vorranno impegnarsi,
da soli o con altri, per una adozione.
Per informazioni sulladozione di una mamma e del bambino che deve nascere:
PROGETTO GEMMA - Via Tonezza, 3 - Milano - TEL. 02-48702890 - fax 02-48705429,
oppure rivolgersi presso la sede del Movimento per la Vita di Civitavecchia in Viale della Vittoria, 37 00053 - Civitavecchia, Tel. 0766-26200, il mercoledì dalle ore 16 alle ore 18.IL PRESIDENTE
Movimento per la Vita CAV
Civitavecchia
Dott. Fausto Demartis
Comunità Mondo Nuovo - Civitavecchia
Il volontariato nella nostra città
Lumanità ha portato oggi nel mondo anziché una creatività volta al benessere profondo dellanima, plasmando luomo al rispetto del creato e quindi di se stesso in quanto parte vitale, unappiattimento del valore della vita e di tutte le sue componenti fondamentali come la relazionalità, la spontaneità di scelta, la famiglia, il rispetto dellaltro, costringendo e soffocando i diritti delluomo.
La diseducazione allamore come valore fondante di tutto ciò che luomo può costruire ci ha portati ad affondare nel fiume delle parole. Globalizzazione, automatizzazione, società dellinternet, chattare, e potremmo continuare a riempire pagine con tante "nuove terminologie" che hanno portato inevitabilmente ad affrontare largomento delle diversità, del bisogno e del disagio minimizzandolo, ghettizzandolo o peggio strumentalizzandolo politicamente.
Parlare quindi di volontariato oggi assume un aspetto che rasenta lufologia.
La spinta che porta una persona a donarsi totalmente allaltro, ad aprirsi verso il prossimo annullando il proprio egocentrismo per entrare nellintimo del disagio altrui richiede, oggi come non mai, un profondo convincimento ed il coraggio di andare contro corrente, di essere "voce fuori dal coro".
Allo stato attuale delle cose, i gruppi di volontariato che si impegnano nelle più disparate branche del bisogno rischiano di essere travolti e schiacciati dallindifferenza delle istituzioni e dal silenzio dei mass media attenti solo al senzazionalismo dello scoop.
A quella schiera di persone che si rifiutano di farsi coinvolgere dalle immagini consumistiche che presentano lIO come unico perno su cui ruota la vita, ma che con umiltà ed amore si sporcano le mani ascoltando, guardando, toccando gli ultimi, i malati, gli anziani, i bisognosi, pochi prestano ascolto.
Chi è il volontario?
"Figlio mio non negare un beneficio a chi ne ha bisogno se è in tuo potere farlo. Non dire al tuo prossimo va, ripassa domani", se tu hai ciò che ti chiede. (Dal libro dei proverbi).
Il volontario: un superuomo? un santo? uno stupido?
No! E una persona LIBERA; libera di scegliere, di amare, libera di scegliere di farsi dono.
Talmente libera da mettere la vita al centro dei suoi interessi e di credere nelluomo come portatore di valori unici che lo sciolgano dalle catene delle molteplici schiavitù che gli impediscono di vivere nella dignità. E persona pronta ad imparare, a condividere, ad accogliere, ad ascoltare, che porta in sé una profonda esigenza di giustizia.
Dalle mie esperienze passate di volontariato, ricordo che per superare le battaglie più aspre ed aprire il cuore della gente ad un problema, occorreva abbattere due ostacoli: il primo, quello della comoda e voluta disinformazione, laltro si potrebbe sintetizzare così: "ma tu cosa ci guadagni?"
Ecco evidenziate altre due caratteristiche fondamentali del volontario:
- la competenza che combatte le critiche avulse, lindifferenza
- la totale gratuità del servizio.
(Continua...)
I. Vicentini