Fermina nacque a Roma alla fine del III secolo d.c.
Della sua vita abbiamo pochissime notizie e molte tradizioni popolari, alcune antichissime ed abbastanza attendibili che hanno alimentato nei secoli la devozione verso questa Martire.
Figlia di Calpurnio Pisone, prefetto di Roma, essa si convertì al Cristianesimo e, appena quindicenne, si dedicò interamente alla vita religiosa.
La tradizione vuole che la nave che la trasportava da Ostia a Centumcellae venisse sorpresa da una violenta tempesta e che le onde si calmarono improvvisamente in seguito alla sua preghiera.
A Centumcellae la giovane abitò in una grotta presso il mare (incorporata nel Forte Michelangelo ed ancora oggi visitabile), dedicandosi alla diffusione del Vangelo tra la gente del porto.
La città, cresciuta intorno allo scalo costruito da Traiano per servire il grande mercato di consumo dell'Urbe, ferveva di numerose attività marinare. Vi erano corporazioni di facchini e barcaioli, calafati e carpentieri, commercianti e spedizionieri. Nelle acque del porto stanziavano navi delle armate di Ravenna e del Miseno.
Il Cristianesimo si era proposto molto presto, soprattutto per opera dei Cristiani qui deportati. Sotto l'imperatore Decio venne esiliato e martirizzato a Centumcellae il papa Cornelio; alla stessa epoca risale il martirio di Secondiano e dei suoi compagni Marcelliano e Veriano. Si ritiene che Fermina, oltre alla predicazione, svolgesse anche opera di assistenza e di conforto verso i cristiani confinati.
Recatasi ad Amelia, la giovane fu sorpresa dalla persecuzione di Diocleziano e Massimiano. La tortura non le fece rinnegare le fede e la sua fermezza suscitò tanta ammirazione che uno degli stesi persecutori, di nome Olimpiade, si convertì al Cristianesimo insieme con i propri familiari.
Giudicata da Megezio, Fermina colse la palma del martirio il 24 novembre dell'anno 304. I resti del suo corpo furono segretamente sepolti dai cristiani di Amelia e, ritrovati nellanno 870 sono da allora custoditi nella Cattedrale di quella città.
Civitavecchia, sorta sulle rovine dell'antica Centumcellae distrutta dai Saraceni, ha sempre nutrito per questa giovane martire una grande devozione proclamandola Patrona e Protettrice dei Naviganti.
Alcune reliquie, donate dal Vescovo di Amelia il 28 aprile del 1647 sono conservate nella Chiesa Cattedrale di Civitavecchia.
Da una "telefonata" di Fermina, al Vescovo di Civitavecchia-Tarquinia Mons. Girolamo Grillo
in occasione dei festeggiamenti per il XVII centenario del suo martirio.
Carissimi giovani,
una voce misteriosa, laltra mattina mi ha buttato dal letto.Mi vidi inaspettatamente circondata da un gruppo di ragazzi e di ragazze come voi, che cercavano di svegliarmi dal mio torpore. Possibile mai, Fermina, essi affermavano che, da quando violentemente ti hanno tolto la vita, cioè dal 304 dopo Cristo, sei rimasta intorpidita nel tuo letto, come noi quando, dopo uno sballo in discoteca o altrove, restiamo a lungo inebetiti.
Possibile mai, Fermina, che non ti piaccia affatto la "dolce vita" da cui noi siamo circondati? Beviamo, ci droghiamo, d scambiamo i ragazzi e le ragazze, facciamo baldoria, ci impregniamo di immagini eccitanti alla televisione, al cinema, sui siti internet?
Fermina, perché dormi? Perché non vieni a passare qualche notte di sballo con noi?
Oh! Amici miei, ma credete proprio che ai tempi miei, non ci fossero questi tipi di divertimenti? Pensate proprio che il mondo dove ho vissuto io, non fosse più sballato del vostro?
Avete mai sentito parlare dei "lupanari" dei postriboli?
Ma voi credete che gli imperatori romani si divertissero soltanto a vedere i cristiani sbranati dalle bestie?No! Carissimi ragazzi quanti, come me, hanno deciso di dar un calcio alla vita allegra e gaudente, erano tanto pochi; la maggior parte dei giovani restavano avvolti da una spirale di lussuria e di tante altre oscenità e sconcezze, schifezze molto peggiori di quelle che accadono oggi.
Come vedete, ho visto anchio tante cose e ho subito anchio il fascino di una vita priva di senso e istintiva, come tanti di voi.
Poi, quasi all improvviso, una forza misteriosa è penetrata nel mio cuore: non so come, ma ho buttato tutto in aria e ho deciso di darmela a gambe, pur di liberarmi dalle tante pastoie da cui stavo per essere irretita.
Ho avuto il coraggio di subire interrogatori, dileggi, affronti, minacce dogni genere, dimostrando tanto coraggio.
Oggi vedo, invece, una società che inarrestabilmente invecchia, andando incontro ad un futuro del tutto incerto.
Cosa vogliamo fare, carissimi giovani? Personalmente, anche se sono stata finita trucidata dal tiranno, sono rimasta piena di entusiasmo e di confidenza nellavvenire, al contrario di molti di voi che si contentano di scialacquare il tempo nel benessere oppure di vivere nellindifferenza più assoluta.
Nonostante tutto, però, carissimi amici, io ho tanta fiducia in voi; sono convinta anzi che, senza di voi, non si può stabilire una pace efficiente tra le nazioni, vincendo il terrorismo che sta minacciando la terra.
Non abbiate paura; quel volto di Cristo straziato dal dolore e intriso di sangue, come tanti di voi hanno visto recentemente nel film di Mel Gibson, conta sul vostro coraggio di rovesciare il mondo in cui siete avviluppati.
Il futuro del mondo è affidato al vostro impegno e alla vostra coerenza; non mettetevi ai margini dei problemi ecclesiali del tempo in cui vivete; avvicinatevi alla Chiesa di cui siete gli esponenti di primo grado e non mettetevi ai margini dei problemi famigliari, sociali, politici. Incominciate a scuotere anche le vostre famiglie, anchesse travolte dalla civiltà dei consumi e dei facili costumi.
Credo infatti che, nonostante tutto, la gioventù di oggi debba essere più forte, più pensosa, più matura e soprattutto più aperta alle sofferenze del mondo e alle esigenze della società.
Vorrei essere accanto a voi, se me lo permettete, per mettermi con voi allavanguardia della giustizia e della pace, senza lasciarvi suggestionare da forme decadenti e antisociali.
Anche ai miei tempi cerano ragazzi affascinati dallateismo e dallindifferenza o dallo scetticismo pratico.
Io vi ripeto, invece: cercate di accettare il dono della fede, di incontrare Cristo, se volete restare giovani.
Vi rendete conto, ora, perché non sono invecchiata?
Il vero motivo è che, un bel giorno, mi sono innamorata di Cristo.
Ho cercato o meglio sono stata afferrata da un Eterno Ragazzo che non muore mai.
Non avete idea come Egli mi ami e come io riesca ad amare il mio Sposo senza un attimo di tregua.Prego tanto per voi perché riusciate ad amare come amo io.
Ricordatevi che soltanto il vero amore vince tutto, mentre quello effimero, incostante, erotico lascia sempre con il cuore amareggiato dalla insaziabilità e dallaffannosa ricerca di una felicità che vi sfugge dalle mani. Questo è il segreto per restare sempre giovani.
A voi tutti auguro che, come me, possiate essere i testimoni della fede e dellamore come sono stata io, senza lasciarvi mai condizionare dalla preoccupazione di essere annoverati tra i bigotti.
Siate orgogliosi della vostra giovinezza e della vostra capacità di eliminare gli assalti dei falsi maestri che vi circondano e che cercano di mettere a repentaglio la vostra stessa razionalità.
Si! Questa è la strada per non morire mai!
Ciao a tutti, con un forte abbraccio dalla vostra amica
FERMINA