(Mt.26,6-Mentre Gesù si trovava a Betània, in casa di Simone il lebbroso, gli si avvicinò una donna con un vaso di alabastro di olio profumato molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre stava a mensa. I discepoli vedendo ciò si sdegnarono e dissero: «Perché questo spreco? Lo si poteva vendere a caro prezzo per darlo ai poveri!». Ma Gesù, accortosene, disse loro: «Perché infastidite questa donna? Essa ha compiuto un'azione buona verso di me. I poveri , infatti, li avete sempre con voi, me, invece, non sempre mi avete. Versando questo olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura. In verità vi dico: dovunque sarà predicato questo vangelo, nel mondo intero, sarà detto anche ciò che essa ha fatto, in ricordo di lei».)

 

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Rivista Diocesana 2005, Anno XXVII - numero unico
Dossier a cura dell'Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali,
Piazza Vittorio Emanuele, 21 - 00053 Civitavecchia (Roma)

 

INDICE

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UN DECENNALE DA NON DIMENTICARE
PREFAZIONE

APPUNTI TRASCRITTI DAL MIO DIARIO PERSONALE
GIROLAMO GRILLO, Vescovo di Civitavecchia-Tarquinia

INTERVISTA SULLA MADONNINA A MONS. GRILLO

LA VOCE DELLA PRIMA TESTIMONE
JESSICA GREGORI

 

CRONACA DEGLI AVVENIMENTI
P. FLAVIO UBODI

1. Le varie lacrimazioni

2. Fatti connessi all’evento delle lacrimazioni

3. La famiglia Gregori e le vicende giudiziarie

4. La comparazione del DNA

5. Testimonianze piu’ significative
    5. 1. Testimonianza della prima lacrimazione
    5.2. Lacrimazione presente il parroco don Pablo Martin
    5.3. Lacrimazione davanti al Vescovo mons. Girolamo Grillo
    5.4. Testimonianza di Jessica Gregori a dieci anni dall‘evento

6. Commissione teologica: indagini e conclusioni

 

SITUAZIONE PASTORALE A PARTIRE DALLE LACRIMAZIONI DELLA REGINA DELLA PACE
DON PABLO MARTÌN

I PELLEGRINAGGI ALLA MADONNINA
DON AUGUSTO BALDINI

UNA DEVOZIONE CHE CONTINUA
DON ELIO CARUCCI

RELAZIONE SINTETICA SULLE VICENDE GIUDIZIARIE RELATIVE ALLA MADONNINA
Avv. BRUNO FORESTIERI

 

VALUTAZIONE E SIGNIFICATO TEOLOGICO DELLE LACRIMAZIONI DELLA MADONNINA
P. STEFANO DE FIORES

1. Ricostruzione dei fatti

1.1. La testimonianza della famiglia Gregori
1.2. La testimonianza di don Pablo Martin
1.3. La testimonianza del vescovo

2. Ipotesi esplicative

2.1. Frode o trucco
2.2. Allucinazione o autosuggestione
2.3. Telecinesi o fenomeno similare di parapsicologia
2.4. Fatto umanamente inspiegabile
(opera del demonio o miracolo?)

3. Significato teologico

3.1. SIGNIFICATO MARIOLOGICO IN CONTINUITÀ CON LE PRECEDENTI MARIOFANIE:

Maria piange per i peccati e i mali del mondo, soprattutto per
il versamento di sangue innocente e invita alla conversione.

3.2. SIGNIFICATO CRISTOLOGICO:

Maria piange per lo stesso motivo che spinse
Cristo a piangere e a sudare Sangue.

3.3. SIGNIFICATO TRINITARIO:

Maria piange per manifestare la sua misteriosa sofferenza
e quella ineffabile di Dio Padre, Figlio e Spirito santo.

3.4. SIGNIFICATO ANTROPOLOGICO:

il pianto di Maria ha dimensioni universali.

 

RILIEVI CONCLUSIVI

 

 

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UN DECENNALE DA NON DIMENTICARE

 

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(foto Mazzoldi, Civitavecchia)

 

PREFAZIONE

 

    Sono trascorsi dieci anni da quando a Civitavecchia in un giardino della famiglia Gregori (2-6 febbraio 1995) e poi nelle mani del Vescovo diocesano Girolamo Grillo (15 marzo 1995) si sono susseguite 14 lacrimazioni di sangue in una statuetta della Madonna.

    Dopo l’interessamento della stampa che ha fatto rimbalzare la notizia in Italia e in tutto il mondo, i giornali ormai non ne fanno parola, similmente gli storici stanno zitti, teologi e pastori si sono chiusi in un riserbo e silenzio assoluto.

    In contrasto questa generale apatia e passività, i fedeli pellegrini provenienti da ogni paese e regione accorrono a Civitavecchia e manifestano la loro devozione, preghiera, frequentazione dei sacramenti... I pellegrinaggi alla parrocchia di S.Agostino, in contrada Pantano, dove è collocata la Madonnina, non conoscono flessioni, ma sono una realtà che si rinnova continuamente e produce consolanti frutti di conversione e di buoni propositi di vita cristiana più intensa.

    Senza rumore e senza pubblicità, il vescovo e i collaboratori pastorali della parrocchia, compresi i volontari laici, si preoccupano di provvedere all’accoglienza dei pellegrini e alla celebrazione dei riti religiosi, soprattutto della confessione e della Messa. In particolare essi profittano di tutte le occasioni, specialmente liturgiche, per veicolare la solida dottrina del cap. VIII della Lumen Gentium del Concilio Vaticano II, memori dell’esortazione del card. Joseph Ratzinger, che chiedeva al Vescovo di «riservare verso quei fedeli che giungono a Civitavecchia, spinti da motivi di fede, quell’attenzione e cura pastorale necessarie per promuovere una sana devozione verso la Vergine Maria, secondo l’insegnamento della Chiesa» (27.10.1997).

    Nel decennale degli eventi il senso di responsabilità spinge a sostenere i fedeli presentando loro una documentazione, certo non esauriente, ma comunque significativa ed atta a rinnovare la loro convinzione e la loro pietà che ha percepito nelle lacrime della Madonnina un segno di amore materno, vicinanza solidale e condivisione dei dolori che attanagliano l’umanità soprattutto in questi tempi drammatici e tragici.

    I saggi qui raccolti sono in gran parte inediti e rappresentano un invito a rivisitare il problema dell’autenticità delle lacrimazioni di sangue della Madonnina e a percepirne il significato teologico e spirituale.

    Mons. Grillo apre alcune pagine del suo Diario e svela particolari imprevisti che gettano luce sui fatti e sulle persone che le hanno vissute in prima persona. Il Vescovo puntualizza il suo pensiero sugli avvenimenti da lui vissuti rispondendo a dodici domande di un’intervista.

    Jessica Gregori, prima testimone del fenomeno, non è più una bambina che parla aiutata dal papà, ma è un’adolescente riflessiva che firma una testimonianza personale e lascia trapelare un carisma sconosciuto dagli stessi pellegrini.

    La cronaca presentata dal padre cappuccino Flavio Ubodi, amico della famiglia Gregori, che ha seguito tutto fin dagli inizi, espone con serena oggettività gli eventi facendo luce sui testimoni e sciogliendo nodi rimasti insoluti nella mente del pubblico, come la questione del DNA.

    Prendono quindi la parola i tre parroci che si sono susseguiti nel decennio: Pablo Martin, Augusto Baldini ed Elio Carucci, per descrivere i frutti spirituali da essi constatati nei pellegrini accorsi a Pantano.

    Segue un puntuale giudizio di ordine giuridico dell’avvocato Bruno Forestieri sull’archiviazione del processo da parte della magistratura.

    Conclude il mariologo Stefano De Fiores con un’adeguata lettura teologica e antropologica del segno delle lacrime di sangue della Madonnina provocando ad una risposta ancora lontana dall’essere globalizzante e plenaria.

    Rimane sempre attuale l’ammonimento biblico: «Non dimenticare i gemiti di tua madre» (Sir 7,29), che si può applicare a Maria proclamata dal Figlio crocifisso madre dell’umanità rigenerata a vita nuova (cf Gv 19,25-27).
    Proprio un segno dolorante di tale maternità è espresso dalle lacrime di sangue della Madonnina.
    Sarebbe ingratitudine non badarvi.

    Questa pubblicazione, che riserba pure la conoscenza di una serie di fotografie inedite della Madonnina lacrimante, vorrebbe essere come un seme immesso nella nostra società perché provochi ulteriori studi approfonditi e susciti soprattutto un vivo desiderio di corrispondere fattivamente al pianto di una Madre, che con questo estremo tentativo vuole impedire passi falsi e rovinosi nel cammino della storia e preparare alla Chiesa e al mondo un futuro di speranza e di pace.

 

 

APPUNTI TRASCRITTI DAL MIO DIARIO PERSONALE

GIROLAMO GRILLO

Vescovo di Civitavecchia - Tarquinia

 

    Poiché mi sono accorto che dopo la lacrimazione di sangue della «Madonnina di Civitavecchia», avvenuta tra le mie mani il 15 marzo 1995, sono rimasto alquanto traumatizzato per un certo periodo di tempo, preferisco attingere direttamente dal mio diario personale, dal quale specialmente per quanto attiene i giorni precedenti la suddetta lacrimazione, appare in maniera chiara la lenta evoluzione del mio atteggiamento dallo scetticismo iniziale in poi...

    Fino al 5 febbraio non ho annotato nulla, pur essendo stato informato dall’allora parroco di S. Agostino, del fatto accaduto in un giardino nel territorio della sua parrocchia in data 2 febbraio 1995: evidentemente avevo pensato che si trattasse di uno dei soliti scherzi delle statue che piangono (e in quello stesso periodo ne piangevano tante in tutta l’Italia)...

    Il 5 febbraio annoto, invece, quanto segue:

    Che brutta storia quella delle Madonne che piangono. C’è sempre qualche burlone che si prende lo sfizio di imbrattare gli oggetti sacri. Poveri noi, dove siamo capitati. Con il parroco che va dietro anche a queste stupidaggini. Mater Boni Consilii, ora pro me!

    La pagina del 6 febbraio è interamente dedicata al suddetto avvenimento:

    La giornata è stata piena di incontri e di interviste sulla «Madonnina» che avrebbe pianto lacrime di sangue.
    Non c’è di che rallegrarsi di questa specie di prurito di curiosità che prende le masse quando sentono parlare di questi fenomeni. Bisogna aprire gli occhi e non lasciarsi travolgere né dallo scetticismo né dalla faciloneria.
    Bisogna che tutto si sgonfi da sé, senza creare falsi allarmismi, ma senza neppur lasciare correre.
    Occorre tenere il polso fermo. La Chiesa deve essere sapiente, attenta, prudente e deve saper attendere. La fretta, specialmente in queste cose è cattiva consigliera. La gente che ci ascolta alla radio o alla televisione o che legge i giornali ha bisogno di essere aiutata a giudicare gli eventi con serenità. Interrogherò a giorni i protagonisti di questa vicenda. Poi si vedrà. «Mater mea, fiducia mea!»

    Il giorno 7 febbraio trovo scritto, in fondo alla pagina, questo inciso:

    Ho incontrato il Dott. Vignati (allora Vice Questore) pregandolo di indagare sulla Famiglia Gregori (quella dove avrebbe pianto la «Madonnina») e di riferirmi segretamente.

    Anche l’intera pagina del giorno 8 febbraio è dedicata alla «Madonnina»:

    È stata una giornata super affollata di persone interessate alla presunta lacrimazione di sangue della Madonna.
    La gente è avida del sensazionale; non si accontenta di quello che la Chiesa annunzia a nome del Cristo.
    C’è tanta ignoranza in giro, unitamente però ha tanta voglia di sacro. Forse, quest’ultimo aspetto è l’unico fatto positivo di questa curiosa e strana vicenda. Signore, aiutami a scoprire gli eventuali trucchi, cui questa gente interessata ha potuto ricorrere.

    Debbo essere molto cauto e prudente e mantenermi quasi scettico. Satana, oltre tutto, può ricorrere a qualunque espediente per trarre in inganno gli uomini. Questo è il suo mestiere. Il Vescovo deve essere come l’angelo custode del suo gregge; deve cioè, tenere sempre aperti gli occhi, al fine di smascherare ogni cosa. «Madonna mia, tu lo sai quanto ti voglio bene. Debbo, però, agire così per il bene della Chiesa. E tu desideri la stessa cosa. "Maria, Mater Ecclesiae, ora pro me et pro nobis"».

    Anche di sera mi hanno disturbato su questa strana vicenda di una Madonnina che avrebbe pianto. Quanta pazienza ci vuole con questi giornalisti che vanno in cerca sempre del sensazionale, pur trattandosi spesso di stupidaggini.

    Nel frattempo proibisco ai miei sacerdoti, in maniera categorica, di accedere al luogo dove sarebbero accadute le lacrimazioni.

    Tralascio ovviamente altre cose un po’ delicate che, al momento, non è opportuno far conoscere. Credo che valga la pena, però, riportare alcune considerazioni da me scritte in data 9 febbraio:

    Si osserva attorno una grande sete di sacro. Verrebbe da esclamare con il profeta: «Questo popolo si rende conto che qualcosa non va nell’ingranaggio della vita corrente, fatta di consumismo e di cose effimere».
    Appena i giornali danno notizia di qualcosa di eclatante, di miracoloso, subito corre, anzi si precipita per vedere, per rendersi conto ed anche si entusiasma... Poveri noi!

    Ho conosciuto i protagonisti della vicenda: sono gente semplice; appaiono quasi traumatizzati. Può darsi che siano stati oggetto di un raggiro malvagio o maligno, ma potrebbe darsi che tutto sia vero. Povero me, se fosse vero! Questo mi vien da pensare istintivamente. Ma sono sicuro che il Signore mi aiuterà a vederci chiaro in tutto e la Vergine Santa mi proteggerà.

    Giorno 10 febbraio aggiungo alle suddette annotazioni:

    Mi ha fatto pena il protagonista della vicenda di S.Agostino (Fabio Gregori). Ha pianto, quando si è appartato con me, ritenendosi un uomo pieno di peccati e quasi oggetto di una maledizione di Dio.

    Il pomeriggio sono stato all’istituto di Medicina Legale del Policlinico Gemelli, dove il Prof. Angelo Fiore, Direttore del medesimo Istituto ha fatto i prelievi del presunto sangue della Madonnina. Sarà affiancato dal Prof. Giancarlo Umani Ronchi, Direttore dell’Istituto omonimo dell’Università «La Sapienza» di Roma (per volontà della Famiglia Gregori, la quale teme che io riesca a far dire che si tratti di un imbroglio).

    Un primo risultato immediato è questo: non vi sono marchingegni di sorta entro la statuina, cioè la lacrimazione non è dovuta né a cause meccaniche, né alla natura del materiale della statua. Non resta da pensare, quindi, se non a qualche burlone che abbia fatto uno scherzo di cattivo genere.

    Ho fatto numerose domande al Prof. Fiori, soprattutto in ordine ad altre possibilità scientifiche che potrebbero far piangere lacrime di sangue. Mi ha risposto che, a suo parere, non esiste alcun’altra possibilità scientifica.

    Giorno 11 febbraio annoto qualcosa, di cui tuttora non mi è lecito parlare.

    Giorno 13 febbraio:

    In serata ho avuto un incontro con tre persone della località di S.Agostino. Non ho avuto una buona impressione, ma posso anche sbagliarmi. Penso sempre che la famiglia Gregori sia vittima di qualche macchinazione di gente che le abbia voluto tendere un brutto tiro. Speriamo che tutto si chiarisca con gli esami scientifici che stanno ultimando al Policlinico Gemelli.

    Giorno 16 febbraio:

    Mentre scrivo queste righe so già che le lacrime sgorgate dalla piccola statua della Madonna sono sicuramente di sangue umano. Devono ancora approfondire l’esame sui cromosomi (maschile o femminile)...
    A sera penso: ma non potrebbe essere tutto un inganno del demonio? È strano, però... Non ci capisco niente.

    Giorno 22 febbraio:

    Oggi il Prof. Angelo Fiori, Direttore dell’Istituto di Medicina Legale del «Gemelli» mi ha informato che le lacrime della Madonnina sono vero sangue umano di donna...

    Giorno 23 febbraio:

    Domani la statuetta sarà sottoposta alle ultime indagini radiologiche e poi si vedrà...

    Giorno 27 febbraio:

    Dopo tre indagini ripetute sul sangue, la risposta definitiva è: sangue umano maschile. Che cosa strana: non ci capisco niente! Non resta altro che chiedere un segno alla Madonna, qualora fosse veramente Lei a piangere.

    Giorno 1 marzo:

    ... Gli Organi competenti della Chiesa hanno bisogno di esaminare attentamente l’intera questione, sulla quale anch’io dovrò inviare loro un’accurata e circostanziata relazione scritta. Successivamente mi faranno conoscere gli ulteriori passi da compiere. Saggezza e prudenza della Chiesa, la quale in questi fenomeni non deve essere mai frettolosa nella loro valutazione. Durante la giornata c’è stata una continua gragnola di telefonate da parte di giornalisti, agenzie, radio, televisioni, che stanno generando una immensa confusione. È il lato coreografico di una vicenda che potrebbe essere anche seria (non si sa mai). Ma con questi giornalisti non ci posso far nulla! Tanto scrivono quello che vogliono.

    Giorno 7 marzo:

    Ho assistito alla trasmissione televisiva «Chi l’ha visto», in cui sono stati sollevati forti dubbi sulla vicenda della Madonnina. Anch’io... ho espresso molta cautela in queste cose...

    Giorno 13 marzo ricevo una telefonata dal noto esorcista don Gabriele Amorth, il quale non esclude l’influsso diabolico per tutte le altre statue che stanno piangendo in Italia, ma non per la Madonnina di Civitavecchia, pregandomi di non essere molto scettico, perché egli era venuto a conoscenza fin dalla scorsa estate da un’anima da lui diretta spiritualmente che una Madonnina avrebbe pianto a Civitavecchia e che questo segno sarebbe stato di non buon auspicio per l’Italia, ragion per cui sarebbe stato opportuno far penitenza e pregare molto...
    Naturalmente non ho creduto a questa telefonata, anche se successivamente ne ho parlato con mia sorella Grazia... tanto per farla sorridere un po'.

    Giorno 15 marzo, alle ore 8,15, accade l’incredibile, dopo la celebrazione della Santa Messa e dopo la colazione. Mia sorella, ricordando le parole di don Amorth, mi chiede di permetterle di pregare la Madonnina, facendo accedere anche mio cognato, il quale, per delicatezza, non mi aveva mai chiesto di vedere la piccola statua, che era riposta chiusa nell’armadio di una delle mie suore. Attesa l’insistenza di mia sorella, domando alla suora il permesso di poter accedere alla sua stanza assieme a lei stessa. Quindi, in quel momento eravamo in quattro. Prendo la Madonnina riposta in un piccolo cestino ed incominciamo a pregare in silenzio, quando dopo qualche attimo mio cognato (io personalmente pregavo con gli occhi socchiusi), mi dice:

    «Guarda, guarda, che cosa sta accadendo?».
    La Madonnina aveva ricominciato a piangere dall’occhio destro: un filo sottilissimo, un po’ più grande d’un capello, dapprima bianco come una lacrima normale, che si bloccava davanti alla piccolissima gota, dove formava come una piccola perla di rubino, che riusciva a scavalcare la gota e a scendere, riformando la lacrima di sangue che già era stata asportata al Policlinico Gemelli... Stavo recitando la «Salve Regina» in latino... Stranamente ero arrivato alle parole: «Illos tuos misericordes oculos ad nos converte». Mia sorella, vedendomi sbiancare in viso, grida aiuto a squarciagola e si macchia il dito con il sangue della Madonnina. Accorre, quindi, l’altra suora che era in cucina, mentre mio nipote Angelo si precipita dal letto.

    Quasi svenuto mi accascio su di una sedia e vengo soccorso dal Primario cardiologo di Civitavecchia, Dott. Marco di Gennaro, il quale anche lui constata la lacrima ancora fresca.

    Tralascio tutto il resto. Dopo aver ottenuto il permesso del Dicastero competente, il quale mi aveva raccomandato di vigilare sulla ortodossia della devozione, il 17 giugno di quello stesso anno colloco la piccola statua nella Chiesa di Sant’Agostino, dopo che la Magistratura aveva chiesto alla Criminalpol di togliere il sangue per controllare il DNA. Ma su questo argomento riferirà l’Avv. Forestieri (avvocato della Famiglia Gregori)

    In quello stesso anno 1995, la piccola Jessica Gregori, mi ha confidato alcuni messaggi, cui allora io non ho creduto, ma che successivamente si sono verificati puntualmente. La piccola di allora, oggi più che quindicenne, ricorda benissimo quei segreti, anche se lei non tutto ha compreso. Tali segreti devono rimanere tali per lei e per me. Per ora non resta altro che pregare e fare penitenza.

    Sono più che contento che il mondo abbia compreso che a «Pantano» (si chiama così la località dove ha pianto per tredici volte la Madonnina), si venga soltanto per pregare, per fare penitenza e per ritrovare la fede perduta in Cristo Signore, Figlio di Dio e Figlio di Maria.

    Prima di concludere questa parte che, dal primo evento delle lacrimazioni, perviene alla quattordicesima lacrimazione avvenuta nelle mie mani, ritengo opportuno trascrivere la lettera del Prof. Giancarlo Umani Ronchi (scienziato laico), a testimonianza di quanto allora accaduto. La lettera mi è stata inviata dopo la sentenza della Magistratura di Civitavecchia, la quale, pur aprendo alla possibilità di un fatto soprannaturale, in cui è competente la Chiesa, stranamente sostiene che ci sia stata una sola lacrimazione.

   

    Civitavecchia, 21 dicembre 2004.
    Prof. Giancarlo Umani Ronchi
    Ordinario di Medicina Legale e delle Assicurazioni
    nell’Università di Roma "La Sapienza"
    00192 Roma - Viale delle Milizie, 52

    Roma, li 13 giugno 2001

    Egr. Mons. Grillo,

    ho esaminato i documenti da lei inviatemi. Mentre il decreto di archiviazione del Giudice dott. Carmine Castaldo mi sembra nel complesso equilibrato e rispettoso del giudizio della Chiesa «cui incombe l’onere di spiegare... se il fenomeno in questione debba essere meno qualificato miracolo», le osservazioni del Pubblico Ministero dott. Antonio La Rosa suscitano perplessità e amarezza.
    Perplessità perché, pur conoscendoli, ha ignorato fatti che sono emersi in quei giorni senza tenerli in alcun conto o peggio, senza compiere alcuna indagine diretta a verificare la credibilità.
    Mi riferisco alla mia testimonianza, seppure indiretta, della ulteriore lacrimazione avvenuta nelle Sue mani.
    Ricordo, come fosse ora, che il 28/3 presso la sua abitazione, appena vista la piccola statua non ho potuto frenare esclamazioni di meraviglia alla presenza di alcuni poliziotti, del Dott. Spinella della Criminalpol e forse dello stesso Dott. La Rosa (ma non ricordo se fosse presente). Avevo notato che la gota destra presentava una traccia nettamente più estesa di materiale rossastro (poi rivelatosi sangue) rispetto all’ultimo prelievo effettuato presso il Policlinico Gemelli alcuni giorni prima. Il rivolo che secondo i miei ricordi si arrestava all’altezza inferiore del viso (a livello della mandibola); la nuova traccia presentava un colore più chiaro tanto che piuttosto netta, ai miei occhi, appariva la differenza rispetto a quella ancora evidenziabile a monte. Pregai più volte il Dott. Spinella che era stato incaricato, insieme a me e al Prof Fiori, di effettuare distinti prelievi delle due parti del rivolo, ma questi rifiutò adducendo che - comunque - ove vi fosse stata una qualche differenza, sarebbe emersa dalle indagini. Asserzione scientificamente corretta sotto il profilo delle indagini sul DNA, ma indubbiamente erronea ove il Pubblico Ministero avesse formulato anche il quesito sulla cronologia delle diverse parti della traccia ematica.
    All’arrivo del Prof Fiori, il prelievo era stato già completato, tant’è che questi non è stato in grado di confermare quanto da me osservato.
    Amarezza di fronte alle parole del Pubblico Ministero, perché - pur avendo riscontrato «un incremento delle macchie di colore rosso poste sul lato destro del volto della statuetta», non ne tiene conto e preferisce soffermarsi sul fatto che le macchie «non sembrano avere origine dall’occhio» ma dallo «zigomo» e a sinistra «di poco sopra la palpebra». E, contrariamente al giudice, conclude con un «insulto blasfemo», affermazione gravissima per un magistrato e soprattutto irrispettosa nei confronti di chi intendeva dare un diverso significato ai fatti.
    Come uomo di scienza, ritengo che l’obiettività e il rispetto siano segni fondamentali di educazione e di civiltà.
    A Sua disposizione, La saluto cordialmente

Firmato
Giancarlo Umani Ronchi

 

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INTERVISTA SULLA MADONNINA A MONS. GRILLO

 

1. Eccellenza lei parla di aver subìto un trauma al momento della Lacrimazione della Madonnina tra le sue mani. Questo stato psichico particolare, quasi uno choc, si comprenderebbe meglio se ci parIasse della sua formazione filosofica, teologica e spirituale. Al momento delle lacrimazioni lei si considerava un razionalista o un mistico.

    Ho studiato filosofia, teologia e spiritualità con i Padri Gesuiti, sia nel Seminario Pontificio di Reggio Calabria che alla Pontificia Università Gregoriana, dove, oltre gli studi di Scienze sociali, che allora facevano parte della Facoltà di Filosofia, ho avuto modo di frequentare i corsi del P. Dezza e di altri illustri docenti di livello internazionale. Ebbi modo di frequentare anche alcuni corsi di spiritualità, superando, quindi, la impostazione tradizionale di allora. Al momento delle lacrimazioni, come appare chiaramente dal mio Diario, pur non essendo un razionalista, venivo ritenuto tale in quanto per molti anni avevo lavorato accanto all’allora Sostituto della Segreteria di Stato mons. Giovanni Benelli. Seppi infatti che, in quei giorni, un mio amico Cardinale tuttora vivente, con il quale per anni avevo lavorato assieme, ebbe a commentare così: «Povera Madonnina, dove sei andata a piangere, proprio nelle mani di Grillo? Ma quello farà di tutto per nascondere ogni cosa!». Alla domanda specifica, se mi fossi mai considerato un «mistico», rispondo: assolutamente no, anche se consideravo la preghiera come un fatto, del quale nessuna anima consacrata può fare a meno severamente, se desidera mantenersi fedele al Signore. Invidio i mistici, ma non ho mai avuto dal Signore questo dono.

 

2. Dalla sua testimonianza a 10 anni dell’evento di Civitavecchia risulta che lei ha un Diario, interessante anche dal punto di vista storico, dove annota giorno per giorno quanto le sembra notevole. Tale Diario sorge con le lacrimazioni o le precede? Quali sono le sue finalità e caratteristiche?

    È vero: ho un Diario, che ho iniziato con il primo di gennaio 1994, cioè l’anno precedente le lacrimazioni.
    Prima di allora annotavo soltanto qualche pensiero in una specie di agendina che non ho conservato. Nel Diario avevo cominciato a scrivere ogni mattina, guardando alla mia giornata precedente meditando nella mia stanzetta e guardando il Crocifisso: quindi, praticamente mi fermavo a considerare alcuni avvenimenti importanti, attraverso la luce dello Spirito, trasformando ogni cosa in preghiera. Se vogliamo, si trattava, quindi, di un vero e proprio Diario spirituale, nulla di più. Non pensavo minimamente che l’anno successivo, avrei dovuto annotare fatti concernenti la Madonnina.

 

3. Dalle sue dichiarazioni trapela una certa evoluzione nel suo giudizio circa la famiglia Gregori. Esistono fenomeni collaterali che antecedono e seguono le lacrimazioni? Perché la stampa li ignora, chiusa in una specie di cospirazione del silenzio?

    Non conoscevo affatto la famiglia Gregori, neppure di nome. Me ne parlò dapprima il parroco quando venne a portarmi la relazione circa una Madonnina che avrebbe pianto lacrime di sangue, relazione che io, con il mio scetticismo innato verso queste strane forme di fenomeni, neppure volli leggere, cestinandola subito. Poi chiesi informazioni al Dottor Natalini, un medico mio amico, il quale era anche medico di quella famiglia. Questi, in verità, mi disse che si trattava di una famiglia di onesti lavoratori, dal comportamento morale ineccepibile.

    Ma, non fidandomi neppure del medico, affidai segretamente l’incarico al Vice Questore di allora Dott. Vignati, perché facesse un’opportuna indagine sia sulla famiglia che sull’ambiente in cui sarebbe accaduto il fenomeno. Il Dott. Vignati, mi informò su tutto, confermando quanto mi aveva detto già il Dott. Natalini.

    Successivamente conobbi il fratello di Fabio Gregori di nome Enrico, che mi divenne amico soltanto dopo il conflitto iniziale durato alcuni mesi! Fu proprio lui, credo, a volere che, accanto al Prof. Angelo Fiori del Policlinico Gemelli, ci fosse in contrapposizione a me un altro uomo di scienza laico dell’Università La Sapienza, perché temeva che il Vescovo, servendosi di una Università Cattolica, tendesse ad occultare la verità. Non conosco quasi per niente l’altro fratello Gianni, se non per averci parlato qualche rara volta in maniera molto superficiale.

    Fabio Gregori parlò, soltanto dopo le lacrimazioni, di alcuni altri fenomeni che sarebbero accaduti a casa sua ed anche di un’altra Madonnina simile a quella che aveva lacrimato lacrime di sangue, la quale avrebbe cominciato fin da quel tempo ad essudare una specie di olio profumatissimo.

    Ma, io, con il mio solito scetticismo, ho sempre cercato per diversi anni di snobbare la cosa.
    Soltanto qualche anno addietro, trovandomi davanti alla piccola grotta dove era sita la Madonnina, vidi sull’altra statua questa essudazione; stranamente tutto gocciolava di questo liquido che sembrava olio: l’intera grotta, l’albero sovrastante e le rose che circondavano la grotta.

    Successivamente ne feci raccogliere una fialetta, per affidarne l’esame scientifico al Prof. Fiori, il quale, in un primo momento mi rispose che non valeva la pena di perdere altro tempo in questa cose.
    Tanto - commentò lo scienziato - il mondo non avrebbe creduto a nulla.
    Poi, lo stesso Prof. Fiori, mi mandò una relazione, in cui mi diceva di aver fatto gli esami, con questo risultato: non si tratta di olio, ma di un’essenza, il cui DNA non era né di natura umana, né di natura animale; probabilmente di natura vegetale, contenente moltissimi profumi.

    Non so francamente perché la stampa ignori questo fenomeno, anche se a Civitavecchia conoscono la cosa.

    Credo, però, che il fenomeno sia stato fatto conoscere dalla BBC, perché questa famosa emittente televisiva internazionale (erano tutti protestanti inglesi), riprendendo il luogo dove erano accadute le lacrimazioni, si vide davanti all’improvviso questa essudazione che letteralmente traumatizzò (così mi raccontarono) gli operatori, i quali non volevano credere ai loro occhi.

    Il fenomeno si verifica molto spesso, ma soprattutto nelle Feste del Figlio (Natale, Pasqua, ecc.) e nelle Feste di Maria (eccetto il giorno dell’Addolorata). Tutti sanno, ma nessuno ne parla; non so il perché di questa specie di «congiura del silenzio», come lei la chiama.

    Neppure io personalmente, a dir la verità, riesco a comprendere questa specie di mistero. Forse, non sarebbe male che qualche persona esperta in materia ci dicesse qualcosa. Come Vescovo, infatti, non avrei nessuna difficoltà a far accedere in loco qualche persona seria che volesse studiare il fenomeno.

 

4. Personaggio chiave, nonostante l‘età infantile al tempo dell’evento (cinque anni), è Jessica Gregori, la prima ad accorgersi della lacrimazione della Madonnina. Che cosa pensa di poter dire di lei, senza svelare eventuali segreti o ferire la sua sensibilità?

    Quanto a Jessica Gregori, la ragazza che, al tempo delle lacrimazioni, aveva appena cinque anni e mezzo, allora personalmente dapprima neppure la volli interrogare e perché ero scettico sul fenomeno ed anche perché ritenevo che ella ripetesse come un pappagallo una lezione imparata a memoria.
    Stranamente, però, ogni qualvolta mi parlava della «sua Madonnina» (così la chiamava) mi si stringeva al collo e piangeva a lungo. Questo atteggiamento sarebbe proseguito per parecchi anni.
    Quello stesso anno venne da me altre quattro volte nei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre.
    Il padre la portava con sé in braccio; poi, chiedeva al papà di lasciarla sola con me, pregandolo di allontanarsi fuori. Mi si avvicinava, dicendomi:
    «Chinati (io ero seduto), perché la Madonna ti manda un messaggio che soltanto tu devi sapere».
   Mi raccontava naturalmente di come vedeva la Madonna. Ricordo di averla trattata sempre in maniera piuttosto rude, dicendole: «Ma va’, chi ti ha detto di raccontarmi queste frottole?».
   La piccola, allora si metteva subito a piangere, dicendomi fra le lacrime: «Lo sapevo che non ci avresti creduto, ma quella "Ragazza" (così le sarebbe apparsa la Madonna), mi ha detto: devi dire al vescovo, allora, di scrivere le cose che gli racconti, altrimenti avrebbe potuto dimenticare».

   Io, a dire la verità, non scrissi mai nulla, in quel periodo, nel mio Diario; lo avrei fatto soltanto nel mese di gennaio del 1996, pensando ad uno degli ultimi messaggi che, riguardando la piccola stessa e me, mi fece riflettere. Oggi, posso affermare che il contenuto di quei messaggi, purtroppo, successivamente si sarebbe rivelato esatto. Ne parlai con qualcuno, ma per ora non posso dire con chi.

    La bambina di allora ricorda perfettamente il contenuto di quei messaggi, anche se non ne comprendeva il vero significato di alcune espressioni.

    Ovviamente ella, secondo la consegna ricevuta allora da quella Ragazza (che, secondo la piccola sarebbe stata la Madonna) è tenuta al segreto.

    Potrebbe dire Soltanto, qualora fosse interrogata, che tra lei e il vescovo ci sono dei segreti, di cui lei, però, non può parlare.

    Oggi, posso dire che Jessica mi sembra una ragazza molto semplice e sincera, ma che allora, pur avendo soltanto cinque anni e mezzo, parlava come una piccola donna; tanto è vero che, dentro di me, stento tuttora a credere che, a quell’età, abbia potuto dirmi certe cose.

    Posso aggiungere che ella non ha mai parlato di quei segreti, neppure con il suo confessore.
    Ella ricorda benissimo gli stessi segreti, come ho potuto constatare, interrogandola di recente.

 

5. Quali persone, laiche od ecclesiastiche, l’hanno aiutata a fare discernimento e a convincerla che l‘evento era un fatto reale, umanamente inspiegabile?

    Che fosse un fatto reale, umanamente inspiegabile, lo avrei compreso da solo, quando la Madonnina ha pianto fra le mie mani, pur sapendo dai risultati degli esami scientifici che la piccola statua non conteneva aggeggi di sorta che potessero farla piangere. Da me stesso certamente, non avrei mai accettato di rischiare di morire dallo schianto e di subire il tremendo choc che mi avrebbe lasciato quasi tramortito.

    Sulla natura dell’evento, a fare discernimento, come lei dice, mi avrebbero indirettamente aiutato soltanto due persone che, forse, aspettavano già questo segno, ma di cui per ora non posso fare neppure il nome (chi vuol capire capisca; un giorno, però, parleranno i miei diari). Ciò non significa che tutto mi sia chiaro.
    Mi trovo, infatti, di fronte ad una specie di matassa che lentamente si dipana.

 

6. Che cosa pensa del comportamento della magistratura? Perché ha archiviato il processo?

    Qualcosa di strano, a mio avviso (ma lo comprendo soltanto ora) ha indotto la Magistratura a commettere certi errori, come, ad esempio, il rifacimento di tutte le analisi precedentemente fatte anche alla loro presenza; l’aver voluto affidare alla Criminalpol l’esame di un DNA che, alla fine è risultato incompleto, perché scientificamente parlando in quei cinque «polimorfismi» da essa scoperti, ci saremmo rientrati tutti; il sequestro della piccola statua, che ha fatto gridare al mondo che la Madonnina era stata tratta in arresto; la «sentenza finale» in cui tutti i testimoni, pur essendo molti di loro personalità di primo piano ed anche «non credenti» o si sarebbero tutti ingannati oppure si potrebbe trattare di un fenomeno soprannaturale, in cui essa non è competente, ecc.

    In realtà il processo è stato archiviato, perché non sono emersi inganni da parte delle persone sospettate di «associazione a delinquere» e di ricorso alla «credulità popolare» a scopo di lucro.

    Personalmente non sono stato mai indagato ma non conosco la ragione. Forse, però, i miei telefoni sono stati tenuti sotto controllo per molto tempo.

 

7. Come valuta il lavoro della Commissione teologica da lei istituita? La conclusione della sua indagine, al di là della legittima diversità di pareri, è stata positiva o negativa?

    Circa la Commissione teologica per l’accertamento delle lacrimazioni, debbo dire anzitutto che essa è stata costituita dal sottoscritto certamente non «ad usum delfìni»; l’aver fatto ricorso ad elementi quasi tutti non diocesani ed anche di ben noti docenti delle Università pontificie romane, sta a dimostrare che il vescovo non aveva alcun interesse a qualunque risultato.

    Nessuno dimentichi che quella Commissione ha fatto fuori me stesso ed altri due elementi (tra cui il Laurentin e l’allora parroco di S.Agostino Don Baldini, probabilmente perché dimostravano esternamente di credere alla soprannaturalità dell’evento).

    Personalmente, quando mi sono accorto dello scetticismo di quasi tutti i componenti, ne ho goduto perché, in fondo erano sulla mia linea.

    La cosa più strana, però, ancora è la seguente: quando ho avuto tra le mani il risultato del lavoro fatto dalla Commissione (nessuno forse ci crederà) non ho letto per niente il contenuto, perché, essendo per molti mesi sotto lo choc subito, istintivamente tendevo a «rimuovere» ogni riferimento alla Madonnina.

    Per necessità di cose ho dovuto leggere ai giornalisti quel risultato, soffermandomi soltanto alla prima espressione. Ad esempio: «negativo, dubitativo, sospensivo, non contrario, affermativo» e basta.

    Successivamente, però, quando sono uscito lentamente dallo choc, mi sono accorto che sostanzialmente tutti avevano dato voto positivo in ordine alla mia domanda circa la verità delle lacrimazioni, ma anche l’unico voto negativo, avrei potuto sottoscriverlo anch’io, perché dice testualmente così: «Non ci sono argomenti per affermare che il fenomeno rivesta le caratteristiche di un intervento soprannaturale».

    Parimenti il voto sospensivo di un noto teologo: «Ritengo di non poter esprimere un parere positivo né in un senso né nell’altro» (circa la soprannaturalità).

    Cinque su dieci, invece, esprimono (non richiesti dal sottoscritto) parere positivo sulla soprannaturalità del fatto.

    Sempre, a mio avviso, mi domando tuttora: ma questi, allora, come hanno fatto ad esprimere un parere positivo addirittura sulla soprannaturalità dell’evento, quando è risaputo che su argomenti del genere è necessario sapere attendere, la cautela, ma soprattutto i frutti spirituali, secondo la ben nota espressione evangelica: «Dai loro frutti li riconoscerete» (Mt 7,16; Lc 6,44). Neppure i grandi mistici si pronunciano subito su queste questioni, anche perché essi stessi sottomettono sempre le loro rivelazioni al pensiero della Chiesa.

    Probabilmente, anch’io sotto choc, forse non sono stato molto chiaro nel formulare ai membri della commissione la domanda iniziale, ma in tal caso, mi meraviglio come gli stessi membri della Commissione non mi abbiano aiutato a farmi comprendere che essi non avrebbero potuto esprimersi sulla soprannaturalità del fatto, senza prima attendere i frutti.

    Ma gli stessi membri probabilmente non avranno capito che il Vescovo era vittima di un profondo choc.

    La conclusione della mia indagine, quindi, è stata più che positiva; ma, per arrivare a questa conclusione, ho impiegato molti anni.

 

8. E vero che il clero di Civitavecchia-Tarquinia ha chiesto di affidarsi ufficialmente a Maria? Quali sono state le motivazioni?

    E' vero: il clero di Civitavecchia, nella sua quasi totalità, ha chiesto di fare un «atto di affidamento alla Madonnina». La cosa è avvenuta alla conclusione del Grande Giubileo del Duemila, che per necessità di cose si è svolta nel grande tendone di S.Agostino. Alla fine della Concelebrazione Eucaristica, cui partecipava tutto il clero della diocesi, tre sacerdoti, dopo la Comunione, sono venuti a dirmi: «Le chiediamo di fare atto di affidamento alla Madonnina»; al che io risposi: «alla Madonna?». No, essi ribatterono, «alla Madonnina». Quali siano state le motivazioni, tuttora non lo so o meglio non lo posso dire, perché neanche essi lo sanno.

 

9. Certamente in questi 10 anni non le sono mancati dolori ed incomprensioni. Qual è stata la sua sofferenza più acuta?

    Non posso negare che ci siano stati dolori e incomprensioni, ma di questo argomento ritengo opportuno non parlare. La sofferenza più acuta è stata la quasi completa emarginazione da parte dei miei confratelli vescovi; molti di essi, infatti, neppure mi rivolgevano più il saluto; forse mi ritenevano non più sano di mente e comunque mi trattavano come un ammalato, dal quale tenersi lontano. Non tutti ovviamente; c’erano, infatti, anche di quelli che si avvicinavano all’orecchio per chiedermi di pregare per loro la Madonnina.

    Sta di fatto, ad esempio, che eccetto i primi tempi (allorché ero sotto choc) sentivo il bisogno di scaricare la tensione, accettando anche di parlare alla televisione, ma ripetendo sempre come una specie di filastrocca, senza mai tradirmi sulle cose più importanti.

    Soltanto in quel periodo di choc ho accettato di rispondere ad una intervista, da cui è stato tratto qualche libro, di cui ho avuto in omaggio un centinaio di copie, regalandole alla parrocchia di S.Agostino e non accettando mai un soldo.

    Devolvevo, infatti, tutto al parroco di S.Agostino, il quale è stato sempre controllato da un’apposita Commissione diocesana, composta di elementi della Curia vescovile e da due laici di quella parrocchia.

    Con i soldi ricavati complessivamente dalla parrocchia (oboli vari) è stato costruito il grande tendone e retribuiti i sacerdoti confessori.

 

10. La sua più grande gioia?

    Le gioie sono un fatto dell’anima, derivanti soprattutto dalla tranquillità della mia coscienza e dallo sforzo continuo di essere fedele al Signore e al mio sacerdozio.

 

11. Dal punto di vista pastorale, quale compito ha svolto e svolge la Madonnina di Pantano?

    «Pantano» (si chiama così dove ha lacrimato la Madonnina) è diventato un vero e proprio luogo di evangelizzazione. Passato il clamore iniziale ed il tentativo di strumentalizzare l’evento da parte di sacerdoti e laici, oggi la gente accorre, in maniera composta e più che devota, da ogni parte del mondo.

    È gente che viene anche dalle più lontane isole del Pacifico e dall’Oceano Indiano, dai Paesi più poveri dell’America Latina e di ogni Continente unicamente per piangere i propri peccati, per confessarsi, per ritrovare la fede perduta, per domandare qualche grazia.

    Attualmente ci sono cinque confessori che, quasi ogni giorno, alternandosi, ascoltano le confessioni dalle ore 10 alle ore 13-14 del mattino e dalle ore 16 alle ore 20 del pomeriggio.
    Il tutto è condito, quasi ogni giorno da Ore Eucaristiche tradizionali o silenziose.

    Questi sono i frutti del pianto della Madonnina di Civitavecchia, lasciando da parte i vari pellegrinaggi cui partecipano migliaia di civitavecchiesi, i quali utilizzano questo luogo anche per la loro confessione sacramentale.

 

12. Quali sono le sue speranze per l‘accoglienza del messaggio delle lacrime di sangue della Madonnina nel futuro?

    A questa domanda, purtroppo, non so rispondere. Non conosco affatto i futuribili. E, poi, non è meglio affidarsi soltanto alla volontà di Dio, convinto come sono che i tempi di Dio e della Madonna non corrispondono alle nostre vedute? Essi non hanno l’orologio come noi e non hanno mai la fretta come noi, sapendo aspettare i momenti più opportuni.

    Una cosa è certa che la Madonna, come suo Figlio, vuole tanto bene all’umanità. Non mi sento di aggiungere altre considerazioni, che rimangono in gran parte nel mio cuore e nel mio Diario.

 

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LA VOCE DELLA PRIMA TESTIMONE

JESSICA GREGORI

 

    Io sottoscritta Jessica Gregori, figlia di Gregori Fabio e Accorsi Annamaria, sorella di Davide e Manuel Maria Gregori, nata a Civitavecchia il 21/03/1989, trascorsi dieci anni dalla lacrimazione della Madonnina da me vista il giorno 02/02/1995, nel giardino dove abito, riconfermo tutto ciò.

    Essendo in grado di dichiarare ciò che ho visto dieci anni orsono, dichiaro che:

    Il giorno 02/02/1995, i miei genitori avendo una sola macchina, mi vennero a prendere a scuola, recandoci direttamente in chiesa per partecipare alla Santa Messa. Giunti in chiesa venimmo a sapere che P. Pablo, parroco della parrocchia di S. Agostino in quel tempo, aveva spostato la Santa Messa dalle ore 16,00 alle 16,30. Mentre stavamo in chiesa, aspettando la Santa Messa, mio fratello Davide (all’epoca fratello minore) iniziò a piangere perché aveva fatto sia un bisognino e perché aveva fame. Però prima di recarci a casa, mia madre disse a mio padre che lei non sarebbe venuta con noi, ma sarebbe rimasta in chiesa a pregare il Santo Rosario. Arrivati a casa, come facciamo di solito, passammo davanti alla Madonnina che si trova nella grotticina, ci facemmo il segno della Croce, e la Madonnina era completamente bianca.

    Entrati in casa mio padre cambiò mio fratello, gli fece fare merenda e nel frattempo la feci anch’io. Alle 16,15 mio padre disse che era ora di andare via e io, rivolgendomi verso di lui, gli dissi che avrei chiuso la porta.

    Prima di uscire però mio padre, per non rimanere chiusi fuori casa, tolse le chiavi. Passò davanti alla Madonnina, con in braccio mio fratello Davide, e facendosi il segno della Croce notò che la Madonnina era completamente bianca.

    Anch’io feci tutto ciò che ha fatto mio padre, con delle differenze, giunta fino alla seconda rosa, colpita da qualcosa ritornai immediatamente indietro e vidi scendere dall’occhio destro della Madonnina delle lacrime di sangue. lmpressionata ma non impaurita mi rivolsi a mio padre dicendogli: «Papà, papà, la Madonnina piange».

    Mio padre non mi credette e mi rispose dicendomi: «Come fa una statua di gesso a piangere? Sbrigati sono le 16,21, facciamo tardi per la Messa».

    Mi rivolsi di nuovo a mio padre dicendogli: «Papà, papà la Madonnina piange tutto sangue».

    Appena sentita la parola sangue mio padre corse da me, controllò la Madonnina, mi controllò le mani (per vedere se mi ero fatta male) e poi convinto che fossi stata io, mi diede uno sculaccione al sederino. Così iniziai a piangere dicendogli che io non ero stata. Mentre succedeva tutto questo dall’occhio sinistro iniziarono a scendere delle lacrime di sangue che giunsero fino al cuore. Mio padre sbalordito toccò il sangue della Madonnina, e piangendo mi prese in braccio recandoci di corsa in chiesa.

    Giunti in chiesa mio padre raccontò tutto a mia madre che a differenza di noi rimase molto tranquilla.

    Terminata la Messa mio padre si recò da P. Pablo chiedendogli di confessarlo, pensando che avendo toccato il sangue aveva commesso un sacrilegio. La Madonnina da quel giorno continuò a piangere per tredici volte nel mio giardino fino al 06/02/1995, e per la quattordicesima volta nelle mani del Vescovo il 15/03/1995.

 

    P.S. Dichiaro inoltre di aver ricevuto dei messaggi, da chi non posso svelarlo, dati al vescovo, nello stesso anno e negli anni seguenti. Tali messaggi sono tenuti in segreto tra me e il vescovo, ed io non posso rivelarli perché legata all’obbligo del silenzio. L’unico che potrà rivelarli, se un giorno avrà intenzione di farlo, è soltanto il Vescovo Monsignor Girolamo Grillo.
    Inoltre, sempre in quegli stessi anni, dichiaro di aver ricevuto altri messaggi che riguardano principalmente la Famiglia e l’Unità di quest’ultima che in questi tempi viene distrutta dalle insidie del demonio.

    Tali messaggi richiedono anche:
    - Molta preghiera davanti a Gesù Eucaristia;
    - Andare alla Santa Messa tutti i giorni;
    - Confessarsi almeno una volta alla settimana, nel giorno del Signore;
    - Recitare il Santo Rosario;
    - Consacrarsi al cuore immacolato di Maria.

Civitavecchia 01/01/2005

In fede
Jessica Gregori

 

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CRONACA DEGLI AVVENIMENTI

P.FLAVIO UBODI

 

    Essendo trascorsi dieci anni dagli eventi della Madonnina di Civitavecchia appare opportuno presentare, sinteticamente, il succedersi delle lacrimazioni e dei fatti connessi a tale vicenda. È questo un dovere verso tutti quei fedeli desiderosi di conoscere la verità dei fatti per poter esprimere, così, la propria devozione verso la Madonna con maggiore consapevolezza1.[1 Quanto viene esposto è stato direttamente attinto dalle fonti originali, da esperienza personale, da miei precedenti elaborati per motivi privati o per la Commissione teologica].

    I fatti di cronaca che intendiamo narrare sono accaduti nel periodo compreso tra il 2 febbraio 1995, inizio degli eventi, e il 17 giugno, giorno in cui la statuina è stata portata nella Chiesa di S. Agostino per essere esposta alla venerazione dei fedeli.

    Tutto comincia il 2 febbraio 1995, giorno destinato a sconvolgere la vita di una semplice e normale famiglia, ma anche a mettere in agitazione la Chiesa locale e diocesana fino ad interessare i vertici della Chiesa in Vaticano.

    Il fatto suscita grande interesse anche presso i mezzi di comunicazione sociale: televisione, giornali, periodici, tutti ne parlano e la notizia valica i confini nazionali suscitando interesse e curiosità in tutto il mondo.

    L’evento, come ogni grande accadimento, divide l’opinione pubblica tra quelli che credono e quelli che non credono, e lo scontro è talmente profondo da raggiungere perfino le aule di Tribunale.

 

1. LE VARIE LACRIMAZIONI

    Le lacrimazioni verificate sono state quattordici, di cui tredici in casa Gregori e una in quella del Vescovo.

    Elenchiamo le singole lacrimazioni indicando il giorno, l’ora, e chi ne ha dato pubblica testimonianza.

    Prima lacrimazione: 2 febbraio (giovedì) 1995, ore 16,20. Jessica Gregori prima, e poi il papà Fabio, vedono la statuina della Madonna, posta in una nicchia del loro giardino, lacrimare sangue. Rimangono sconcertati e, tremanti, si recano in parrocchia. Fabio racconta il fatto alla moglie, Accorsi Anna Maria, che già si trovava in chiesa, e subito dopo la messa al parroco don Pablo Martin, il quale cerca di rassicurarli e poi verso le ore 17,15 circa, si reca sul luogo per constatare ciò che era accaduto.

    La statuina in questione era stata acquistata da don Pablo Martin a Medjugorje il 16 settembre 1994, in uno dei tanti negozi di souvenir di fronte alla casa dei padri francescani. Il 18 settembre la portò in regalo alla famiglia Gregori (Fabio e Annamaria) che in precedenza aveva espresso il desiderio di avere nel giardino una Madonnina, anche allo scopo di proteggersi dalle frequenti visite dei Testimoni di Geova. Si pensò subito come sistemarla. Fabio in breve tempo realizzò la nicchia e verso la fine di settembre vi collocò la statuina. Nel collocarla la statuina cadde e si fece una piccola escoriazione sul velo della testa e qualche graffietto nel corpo, come si riscontra dalle fotografie; particolare, questo, che consentirà di escludere una sostituzione della statuina.

    Seconda lacrimazione: 3 febbraio 1995 (venerdì), ore 18,30 circa: sono presenti don Pablo, la famiglia Gregori e ad altre persone. Di questa lacrimazione hanno dato testimonianza: Gregori Fabio, Accorsi Anna Maria, Riccone Fioravante, Ciuccio Dora, Dell’Anno Luana, Dell’Anno Loredana, Buzzi Doris, Morachioli Luigi, Dell’Anno Enrica, Martin D. Pablo.

    Terza lacrimazione: 3 fèbbraio 1995, ore 21,15 circa. Questa lacrimazione viene testimoniata da Gregori Fabio, Murgia Aldo, Brancaleone Concettina2[ 2 Gregori con altre persone vegliano tutta la nottata in preghiera, cosa che faranno anche nelle notti successive.].

    Quarta lacrimazione: 4 febbraio 1995, ore 19,30: ne hanno dato testimonianza: Mori Giancarlo, Marasco Massimiliano, Brenna Rita, Felci Rosalba, Gregori Pietro.

    Quinta lacrimazione: 4 febbraio 1995, ore 23,30. Testimoni: Chiani Gianni, Meghettoso Maria, Masoni Maria Cristina, Massaroni Franco, Ranucci Aldo.

    Sesta lacrimazione: 5 febbraio 1995, ore 01,15. Testimoni: Lava Luigi, Roscioni Arianna, Crippo Mario.

   Settima lacrimazione: 5 febbraio 1995, ore 02,30. Testimoni: Ardu Paolo Emilio, Murgia Aldo.

    Ottava lacrimazione: 5 febbraio 1995, ore 08,45. Testimoni: Lava Luigi, Rocco Flora, Quartullo Emma, Galeotti Valentina3 [3 Di questa lacrimazione si ha anche una testimonianza scritta, in data 17. 6. 1999, del Signor De Vita Renato.].

    Nona lacrimazione: 5 febbraio 1995, ore 09,45. Testimoni: Sposito Giampiero, Vallarino Cristina, Insolera Alfio.

   Decima lacrimazione: 5 febbraio 1995, ore 12,30-13,15. Testimoni: Dell’Anno Luana, Lava Luigi.

    Undicesima lacrimazione: 5 febbraio 1995, ore 14,40. Testimoni: De Bonis Teodosio.

    Dodicesima lacrimazione: 5 febbraio 1995, ore 20,40. Testimoni: Paielli Carlo, Paielli Vincenzo, Paielli Francesco, Di Francesco Anita.

    Tredicesima lacrimazione: 6 febbraio 1995, ore 04,50: Testimoni: Gregori Pietro, Ubriaco Pia, Tagliaferri Fiorella, De Bonis Teodosio.

    Quattordicesima lacrimazione: 15 marzo 1995, ore 08,15 (in casa del Vescovo): Ne hanno dato testimonianza: S.E. mons. Grillo Girolamo, Grillo Grazia Maria, Arena Antonio, Duma Suor Tereza.

    Alle singole lacrimazioni hanno assistito numerosi testimoni, quelli indicati sono solo coloro che spontaneamente hanno voluto dare pubblica testimonianza per amore di verità e in onore della Madonna.

    Altri testimoni, come diversi agenti di Pubblica Sicurezza, inizialmente avevano dichiarato di voler testimoniare, ma alla fine si sono incomprensibilmente rifiutati. A riguardo di queste testimonianze l’Avv. Bruno Forestieri (Legale dei Gregori) scrive:

Ma, a tutte le suesposte considerazioni, debbo aggiungere che - restando nel mio arido campo di difensore asettico di un indagato in un procedimento penale - vi sono alcuni elementi, quelli sì certi ed affidabili, in forza dei quali si può tranquillamente giungere ad un giudizio di totale estraneità di chicchessia ad una mai potuta esistere manipolazione o altro.

Mi riferisco alle molteplici, concordi, affidabili deposizioni testimoniali che hanno consentito di accertare il verificarsi di plurime lacrimazioni.

Vi sono, e in tal senso mi rendo disponibile a metterle a Vostra disposizione, testimonianze di ben quattro agenti di Pubblica Sicurezza, di due guardie carcerarie, del Comandante dei vigili urbani di Civitavecchia, che consentono di accertare come in lempi diversi sono avvenute le lacrimazioni.

Testimoni, i suddetti, «eccellenti» e sicuramente al di sopra di ogni sospetto.

Ma, oltre agli stessi, ed ai molteplici altri, vi è la testimonianza eccellente del Vescovo Girolamo Grillo, che, nella denegata ipotesi di prosecuzione del giudizio, chiamerò a rendere la Sua deposizione innanzi l’Autorità Giudiziaria4.[4 Lettera del 16.6.1996]

 

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2. FATTI CONNESSI ALL’EVENTO DELLE LACRIMAZIONI

    Il fatto delle lacrimazioni suscita una serie di reazioni e di eventi che cerchiamo di esporre in maniera ordinata e sintetica.

    Il giorno immediatamente seguente la prima lacrimazione il parroco di S. Agostino, don Pablo Martìn, informa dell’evento il Vescovo5, [ 5 Don Pablo Martin, Lettera inviata al Vescovo mons. Girolamo Grillo in data 3 febbraio 1995.] e il giorno dopo (4 febbraio) gli consegna una lunga e dettagliata relazione.

    Comincia un grande afflusso di curiosi e visitatori.

    Una donna scalmanata tenta con violenza di levare con le dita il sangue della statua e di romperla; le viene impedito, ma di fronte a questa situazione si fanno intervenire le Forze dell’Ordine e si cerca di proteggere la statuina con un vetro. Il gesto di questa donna è come una premonizione di quanto accadrà in seguito. Da diverse parti si cercherà di distruggere la statuina, di negare la verità dell’evento, di perseguitare i protagonisti, di far tacere in qualche modo la portata spirituale del «segno».

    Il 5 febbraio (domenica) sono presenti molti giornalisti. La notizia viene data anche dalla Radio e dalla Televisione. Le persone che accorrono per vedere l’evento ormai sono migliaia.

    Il Vescovo chiede a don Pablo di contattare qualche medico di fiducia per verificare se il liquido sia effettivamente sangue o altro. Viene contattato il Dott. Umberto Natalini, il quale con il Dott. Graziano Marsili, ematologo del Centro Diagnostico Europa, verso mezzogiorno, si reca in casa Gregori. Alla presenza delle Forze dell’Ordine viene effettuato un primo prelievo del rivolo più lungo sul petto e sul posto stesso si effettuano le prime analisi e controanalisi. Il risultato è: «Liquido biologico», cioè sangue6[ 6 Il Dott. Umberto Natalini conferma le analisi effettuate sul luogo e i relativi risultati con una relazione inviata al Vescovo in data 22 gennaio 1996. ].

    Durante queste operazioni i funzionari della Pubblica Sicurezza Giudiziaria redigono un verbale.

    La mattina del 6 febbraio, all’alba, Fabio vuole portare la statuina in chiesa perché sostiene di aver udito una voce che gli diceva: «Portala in chiesa, vuole andare da suo figlio». Don Pablo in un primo tempo si oppone, perché accoglierla in chiesa sarebbe come dare un riconoscimento ufficiale che ancora non c’è, ma in un secondo momento accetta di prenderla e di tenerla in casa. Fabio prende la statuina e scortato dalla Polizia la porta a S.Agostino e la consegna a don Pablo.

    Il Vescovo, avvertito, ordina al parroco di non tenere presso di sé la Madonnina e di restituirla ai proprietari.

    La statuina viene affidata a Gregori Enrico il quale accetta l’incarico di custodirla solo a patto che nessuno dei familiari venisse a conoscenza del fatto. La cosa rimase segreta fra il parroco ed Enrico che conservò la statuina prima nella soffitta della propria abitazione e poi in una carrozzina per bambini all’interno dello sgabuzzino di casa.

    Il 7 febbraio, alle ore 18.00, i coniugi Fabio e Annamaria, insieme ad Enrico e Don Pablo, si recano dal Vescovo. Si parla di «analisi». I Gregori fanno presente che essendo la statuina di proprietà della famiglia, alle analisi doveva essere presente uno dei familiari e che avrebbero dovuto essere svolte da una Università laica7 [ 7 Si temeva qualche raggiro o falsificazione poiché il Vescovo aveva dichiarato di non credere che si trattasse di un evento soprannaturale ma di un imbroglio della famiglia o degli abitanti di S. Agostino. ]

    Il 9 febbraio, nel pomeriggio, i Gregori consultano un legale per vedere che cosa fare, ma la sera Fabio sente ancora una voce misteriosa ed imperiosa che gli dice: «Mi stai tradendo, la devi portare in chiesa». Si reca tutto agitato dal parroco e gli dice: «Dobbiamo consegnarla al Vescovo, dobbiamo portarla alla Chiesa». Viene fissato un appuntamento con il Vescovo per l’indomani mattina.

    Il 10 febbraio, alle ore 8,308[ 8 Sono presenti Fabio, Annamaria, Enrico, Aldo Murgia e P. Pablo.], la statuina viene consegnata al Vescovo, il quale la sottopone ad un breve rito esorcistico accertando l’assenza di presenze demoniache9[ 9 Precedentemente, in data 5 febbraio, quando la statuina era ancora nel giardino della famiglia, l’esorcista della diocesi, D. Francesco Tomba, aveva effettuato su di essa un esorcismo non riscontrando alcuna presenza diabolica. Di questo esorcismo si ha una dichiarazione scritta dell’interessato.]. Nel pomeriggio mons. Grillo con il Dott. Marco Di Gennaro, Primario cardiologo dell’Ospedale di Civitavecchia, porta la statuina al Policlinico Gemelli di Roma per l’esame radiografico e il prelievo del sangue. In serata la Madonnina viene riportata a Civitavecchia nella casa del Vescovo.

    L’11 febbraio, in mattinata, il Vescovo telefona a don Pablo per dirgli di comunicare che ai primi esami i Profèssori avevano escluso che vi fossero strumenti o marchingegni all‘interno della statuina. Il liquido era veramente sangue umano e non poteva essere prodotto dal materiale della statua. Quindi sarebbero andati oltre con gli esami. Don Pablo comunica immediatamente la notizia ai Gregori.

    Il 28 febbraio dai Professori Angelo Fiori e Giancarlo Umani Ronchi vengono consegnati a mons. Grillo i risultati delle analisi effettuate sul sangue della statuina. Dopo una descrizione minuziosa degli esami effettuati e delle tecniche usate vengono presentate le seguenti conclusioni:

Le tracce di apparenza ematica riscontrate sul volto e sul collo della statua della Madonna sottoposte al nostro esame sono risultate TRACCE DI SANGUE UMANO MASCHILE10[ 10 Il fatto di essere sangue maschile può avere le sue spiegazioni teologiche.]. L’esame macroscopico e radiologico della statua non ha evidenziato la presenza di anomalie all’infuori delle tracce ematiche11[ 11 Lettera a mons. Girolamo Grillo in data 28.2.1995, firmata dai Professori Angelo Fiori, dell’Università Cattolica del Gemelli di Roma, e Giancarlo Umani Ronchi, dell~Università La Sapienza di Roma.]

    I risultati importanti quindi sono due: prima di tutto per quanto riguarda il sangue si tratta di «sangue umano maschile (XY)»; in secondo luogo, circa l’esame radiologico della statuina non sono risultate al suo interno strutture o apparecchiature o cavità, pertanto viene escluso ogni trucco interno.

    La Magistratura, che nel frattempo ha avviato un procedimento penale nei confronti di Fabio Gregori, non fidandosi dei risultati già acquisiti dai due scienziati di fama internazionale delle Università di Roma, affida le indagini alla Criminalpol, la quale, nella persona del Dott. Spinella, il giorno 28 marzo, effettua un prelievo del sangue sulla statuetta. E' presente il Prof Umani Ronchi, invece è assente Prof. Fiori che arriva in ritardo12[ 12 Nel prelievo della Criminalpol è stato tolto tutto il sangue sulla Madonnina facendo quasi scomparire le lacrimazioni, come a voler cancellare ogni segno di soprannaturale.]. La Magistratura incarica il Policlinico Gemelli di controllare la statua con la T.A.C., a completezza delle indagini radiologiche già effettuate.

    Durante il prelievo di sangue il Prof. Umani Ronchi si accorge che la situazione del sangue sulla statuina era diversa da come l’aveva lasciata nel precedente prelievo e costringe quindi il Vescovo a raccontare il fatto della nuova lacrimazione avvenuta nella sua casa13[ 13 Il Prof. Umani Ronchi rivelerà tutto questo durante una trasmissione televisiva intitolata «Misteri». Da allora da tutte le parti i giornalisti sollecitavano il Vescovo a parlare di questa nuova lacrimazione.]

    Si viene ben presto a conoscere che la Criminalpol conferma le precedenti analisi (sangue umano), mentre la T.A.C. effettuata al Gemelli conferma la non esistenza di alcun marchingegno all’interno della statua. La relazione asserisce che la statuetta raffigurante la Madonna trasportata da mons. Girolamo Grillo, Vescovo di Civitavecchia, è stata sottoposta ad un esame T.A.C. con n° 43 scansioni con il seguente risultato:

La statua a tutti i livelli è risultata solida, priva di cavità centrale e analizzata in varie sezioni presenta alcune bolle irrilevanti conseguenza delle modalità utilizzate nella preparazione della stessa statua14[14 Fascicolo «Relazioni di Indagini Biologiche». Roma, 30 maggio 1995.]

    Il 5 aprile il Vescovo rivela al TG1 delle 20,00 che la statuetta ha «pianto nelle sue mani» il giorno 15 marzo alle ore 8,15. Annuncia anche che il Venerdì Santo, alle ore 15,00 si sarebbe svolta una processione per riportare la statuetta nella chiesa di S.Agostino. Il perché di questo annuncio si spiega dal fatto che il Vescovo era venuto a sapere che la Magistratura aveva deciso, inspiegabilmente, di sequestrare la statua. Per impedire che tutto questo avvenisse pensa che se avesse confermato pubblicamente la verità della lacrimazione nelle sue mani e anticipato la restituzione della statuetta al suo luogo naturale, avrebbe impedito il sequestro di un oggetto di culto.

    Nonostante l’annuncio del Vescovo, il 6 aprile la Magistratura, con la scusa di procedere a ulteriori sofisticate indagini radiologiche (dalle quali non vengono riscontrate cavità o trucchi), non fidandosi neppure della T.A.C. del Gemelli, procede al sequestro della statuetta la quale viene chiusa in un armadio della casa del Vescovo e sigillata15[ 15 La Magistratura si reca nella casa del Vescovo nelle persone di Antonio Larosa, del Dott. Di Maio e di alcuni tecnici. Il tutto viene fatto con grande fretta, infatti nello stesso giorno 6 aprile si ha la «richiesta di sequestro preventivo» del Dott. Antonio Larosa, il «decreto di sequestro preventivo» del Dott. Massimo Michelozzi, la notifica del sequestro a Fabio Gregori essendone il proprietario, e l’esecuzione del sequestro in casa del Vescovo.].

    L’impressione che questo gesto suscita nei fedeli e nel mondo è enorme. Una statuina di gesso fa «paura» e quindi va neutralizzata, arrestata, sottratta alla devozione dei fedeli. Ma il risultato è che l’immagine della Madonna viene esaltata e la Magistratura non ci fa certo una bella figura.

    Il Vescovo, profondamente addolorato per l’accaduto, invita la popolazione ad avere pazienza e ad attendere, nella preghiera e nel silenzio, con fiducia che tutto sarebbe stato chiarito nell’interesse della verità per il bene della Chiesa e del suo popolo.

    Mentre la statuina delle lacrimazioni è tenuta sotto sequestro, il 10 aprile il Cardinale Andrej Maria Deskur, intimo amico del Papa Giovanni Paolo II, si reca a Civitavecchia, partecipa a una veglia di preghiera in cattedrale e, tramite don Pablo, regala alla famiglia Gregori una statuetta identica a quella delle lacrimazioni.

    In seguito in questa nuova immagine della Madonna si verificheranno fenomeni non spiegabili naturalmente e testimoniati da centinaia di fedeli.

Finalmente, il 18 aprile viene dissequestrata la Madonnina; tolti i sigilli all’armadio ed effettuati i rilievi fotografici, la statua viene restituita al Vescovo16.[ 16 Alle operazioni tecniche del dissequestro sono presenti il Commissario Capo Luigi Frisina, l’Ispettore C. Giovanni Farinelli e l’agente Sc. Mauro Magi del locale Commissariato, nonché il Vescovo Monsignor Grillo e gli Avvocati Di Chirico e Forestieri; i rilievi fotografici sono stati effettuati dall’agente Sc. Nicola Baracca. ]

    Il dissequestro è avvenuto dopo che l’Avv. Forestieri aveva presentato, al Tribunale per la libertà, istanza di revoca del provvedimento di sequestro «perché ingiusto, palesemente illegittimo e lesivo dei diritti del sig. Gregori Fabio»17.[ 17 Istanza di revoca di Processo» al Tribunale di Roma - Sezione speciale per il riesame dei provvedimenti sulle misure cautelari reali, 10 aprile 1995.]

    Il 17 giugno (sabato), la Madonnina, con una solenne processione, alla quale partecipa una grande folla di fedeli, viene portata nella Parrocchia di S.Agostino e posta in una nicchia appositamente preparata.

    Da questo momento comincia un incessante afflusso di pellegrini. Si registrano molte conversioni, e vengono segnalate innumerevoli grazie ricevute per intercessione della Madonna.

 

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3. LA FAMIGLIA GREGORI E LE VICENDE GIUDIZIARIE

    Protagonista della vicenda della Madonnina è la famiglia Gregori, la quale al tempo delle lacrimazioni, era composta da quattro membri: i coniugi Fabio e Annamaria, e i due figli Jessica e Davide18[ 18 Fabio Gregori, nato a Civitavecchia, il 5 maggio 1963, elettricista ENEL; Accorsi Anna Maria, nata a Civitavecchia il 9 agosto 1964, casalinga; Jessica, nata a Civitavecchia il 21 marzo 1989; Davide, nato a Civitavecchia, il 9 febbraio 1992.] in seguito nascerà un terzo figlio, Manuel Maria19[ 19 Manuel Maria nasce a Civitavecchia il 4 dicembre 2002.]. Il matrimonio era stato celebrato il 20 marzo 1988, nella chiesa di S. Gordiano, da don Giuseppe Papacchini20[ 20 Che sia stato dan Papacchini a celebrare il matrimonio risulta dal Registro dei Matrimoni della Parrocchia.]. È una famiglia normale, come ne esistono tante in Italia e in Europa. Ne ha fatto una buona presentazione il parroco dicendo, tra l’altro: «Li ritengo, insomma, una famiglia buona, sana e sincera. Più che una piccola famiglia, direi, una famiglia di piccoli»21[ 21 Relazione «Una immagine della Madonna ha pianto sangue» di don Pahlo. 4 marzo 1995.]. È un ritratto che corrisponde a verità.

    A loro carico sono state fatte delle indagini per verificare se nella vicenda delle lacrimazioni ci fosse stato un qualche inganno, ma non è stata riscontrata nessuna frode.

    Il Vescovo ha incaricato «la Polizia di indagare sui protagonisti della vicenda (famiglia Gregori, parenti, ambiente, testimoni di Geova, maghi...), sospettando di una frode o di uno scherzo fatto da qualcuno in dileggio della devozione alla Madonna»22[ 22 Relazione sulla vicenda della Madonnina di Civitavecchia, 18 aprile 1995.]. Il Dott. Aldo Vignati, Primo dirigente della Polizia di Stato nel Commissariato di P. S. di Civitavecchia, dopo aver effettuato le indagini tra l’altro scriveva: «... a carico della famiglia Gregori non risultava nulla di particolare ed anzi appariva, a detta di tutti onesta e normale sotto ogni profilo»23[ 23 Dalla lettera del Dott. Aldo Vignati al Vescovo, 2 febbraio 1997. ].

    Il Dott. Umberto Natalini, avendo conosciuto molto bene la famiglia Gregori come medico curante, in una relazione inviata al Vescovo, scriveva che si trattava «di una famiglia di persone semplici ma oneste, comunque non capaci di inscenare volontariamente una truffa o uno scherzo di tali proporzioni24[ 24 Relazione inviata al Vescovo in data 22 gennaio 1996. ]. Già in precedenza lo stesso Dottore aveva dato «assicurazioni sulla loro serietà»25 .[ 25 Cf. Relazione sulla vicenda della Madonnina di Civitavecchia, 18 aprile 1995.]

    Anche la Commissione teologica ha fatto le proprie ricerche e ha potuto constatare che molte persone che conoscono i componenti della famiglia hanno attestato loro onestà, religiosità, incapacità di architettare inganni per lucro o altro. Vivono con un solo stipendio (quello di un operaio), non hanno mai tratto profitto da interviste, foto o altro. Anzi si sono sempre mostrati addolorati al pensiero dello sfruttamento del fenomeno delle lacrimazioni per motivi personali, o per lucro, da parte di qualcuno. Si tratta, quindi, di un famiglia semplice, unita, impegnata nell’educazione dei figli, in una seria crescita spirituale, docile alle direttive dei padri spirituali, obbediente al Vescovo.

    Umanamente parlando, la vicenda della lacrimazione ha recato alla famiglia solo disagi e sofferenze. Ha portato un processo giudiziario: Fabio Gregori è accusato di «abuso di credulità popolare», di «associazione a delinquere», di «accrescita di miracolo»26.
[
26 L’accusa di «accrescita di miracolo» è stata rivolta a Fabio in occasione dell’incontro con Madre Teresa di Calcutta. È stato accusato di aver inventato questo incontro, ma in realtà Madre Teresa aveva fatto annunciare una sua visita a Civitavecchia presso la famiglia Gregori. Sconsigliata dai medici per la sua condizione di salute, ha invitato la famiglia Gregori a farle visita a Roma. Tale visita è avvenuta insieme a don Pablo; ne fanno fede anche molte foto scattate durante quell’incontro. Madre Teresa ha lasciato intendere di credere alla «lacrimazione». Sulla vicenda di Madre Teresa c’è una denuncia del Codacons che invita la Procura della Repubblica di Civitavecchia a indagare sulla veridicità del fatto ( 27 maggio 1995).]

    Queste accuse, con relativo processo, vengono rivolte solamente a lui nonostante che la lacrimazione sia stata vista anche da persone di chiesa, da funzionari della Magistratura, da agenti dell’ordine pubblico, da molte persone comuni. Nonostante che la maggior parte delle lacrimazioni siano avvenute in sua assenza, quando stava dormendo o lavorando o molto lontano dal luogo della lacrimazione, il Gregori viene accusato di frode.

    La famiglia ha perso la sua tranquillità per la molta gente che affluisce e per i giornalisti che l’assillano da ogni parte. A tutto ciò bisogna aggiungere le incomprensioni o i dubbi da parte di uomini di chiesa, le tensioni che spesso si sono venute a creare con il Vescovo, le invidie di persone a loro vicine. Tutta la famiglia si è sempre tenuta in disparte, evitando anche una assidua frequenza alla chiesa di S. Agostino, dove è custodita la Madonnina, e questo per evitare ogni possibile accusa di protagonismo. Ha cercato di superare le innumerevoli difficili situazioni nel silenzio e nella preghiera.

    Problemi seri la famiglia Gregori li ha con la Magistratura a motivo delle denunce a loro carico. Il 7 marzo la Magistratura di Civitavecchia, su denuncia del Codacons27[27 Codacons: un’associazione nazionale a tutela sulle frodi nei confronti dei consumatori. L’esposto del Codacons era stato inviato alla Procura di Civitavecchia il primo marzo.], al quale si associa anche il Telefono antiplagio28 [28 «Telefono Antiplagio, contro le truffe dei maghi e delle sette», con sede in Cagliari.], decide di intervenire sul caso ed avvia i primi accertamenti29[29 In data 7 marzo il Vescovo scrive una lettera al Cardinal Joseph Ratzinger relazionandolo sullo svolgimento degli eventi.].

    Due giorni dopo vengono perquisite le abitazioni dei Gregori. La richiesta di perquisizione domiciliare viene effettuata in data 9 marzo 1995. Nell’ordinanza si dice di «effettuare una serie di perquisizioni domiciliari nelle abitazioni e pertinenze di esse delle sottoelencate persone allo scopo di ricercare materiale chimico, cartolare e quant’altro possa essere riconducibile alle suddette ipotesi di reato»30[30 Le «sottoelencate persone» sono: Gregori Fabio, Gregori Giovanni, Gregori Enrico, Dell’Anno Enrica, Gregori Salvatore.].

    Gli agenti perquisiscono le abitazioni dei Gregori, mettendo sottosopra ogni cosa sia in casa che nel giardino, ma non trovano duplicati della statua, marchingegni, pennelli sporchi di sangue, o altro che facesse pensare a una frode31[31 Ad Enrico vengono sequestrati dei «rullini fotografici» e delle foto custodite in un contenitore; a Fabio viene sequestrata una «videocassetta» più «adattatore»; tutto questo materiale, stranamente, non verrà mai più restituito.].

    Il giorno seguente (10 marzo) il Commissario capo di P. S. trasmette i risultati delle indagini al Procuratore della Repubblica di Civitavecchia asserendo che «le perquisizioni effettuate hanno dato esito negativo »32[32 Il testo integrale recita: «Di seguito alla richiesta pari categoria datata 9 corrente si trasmettono, debitamente notificati mediante consegna di una copia, i Decreti di Perquisizione ed i relativi verbali redatti a carico di: Gregori Salvatore, Gregori Giovanni, Gregori Enrico, Gregori Fabio e dell’Anno Enrica, significando che le perquisizioni effettuate hanno dato esito negativo». ].

    Pensando sempre di trovare indizi di reato il Pubblico Ministero, in data 29 marzo, ordina di mettere sotto controllo il telefono di Gregori Fabio, Gregori Enrico e don Pablo, allo scopo di intercettare «conversazioni o comunicazioni» utili alle indagini33[33 La data di tale procedimento da parte del Pubblico Ministero Antonio Larosa è del 29 marzo 1995. ].

    I risultati delle intercettazioni telefoniche metteranno in evidenza che «dalle stesse non sono emersi elementi di reato»34[34 I risultati delle indagini sulle intercettazioni telefoniche sono state inviate alla Procura della Repubblica dal Commissario Capo in data 9 maggio 1995. ].

    Fabio Gregori subisce un primo interrogatorio nel Commissariato di P.S., dove viene redatto un verbale delle dichiarazioni da lui fornite sui fatti relativi a tutta la vicenda della Madonnina35[35 Questo interrogatorio avviene il 14 del mese di marzo 1995, alle ore 18.00. Viene fornita una narrazione completa della vicenda relativa al tempo in cui la statuina è stata nel suo giardino. Annamaria viene interrogata il 15 marzo e, in maniera sintetica, ribadisce quanto già testimoniato da Fabio. ].

    Il 13 maggio viene interrogato negli uffici della Procura della Repubblica, davanti al Pubblico Ministero Dott. Antonio Larosa. All’inizio dell’interrogatorio riconferma ufficialmente come proprio difensore l’Avv. Bruno Forestieri36[36 La scelta dell’Avv. Bruno Forestieri si è rivelata quanto mai provvidenziale, non essendosi egli lasciato condizionare da nessuno ed essendo stato sempre scrupoloso, onesto, competente e all’altezza della situazione; l’Avv. Forestieri, inoltre, non ha mai preteso alcun compenso. ], già precedente scelto in occasione del sequestro della statuina37[37 La scelta dell’Avv. Forestieri era stata fatta il 10 aprile 1995 in quanto necessaria per l’Atto del sequestro della statuina, essendone Fabio Gregori il proprietario. ].

    Comincia una fase di autentico calvario per la famiglia Gregori. Le accuse erano gravi: associazione a delinquere, abuso di credulità popolare e truffa. Dopo anni di indagini la suddetta Procura procedeva alla richiesta di archiviazione in data 7 giugno 2000. Il Codacons si oppone alla richiesta e chiede di «proseguire nell’attività di indagine con ulteriori adempimenti istruttori»38[38 Il Presidente Codacons, Avv. Prof. Carlo Rienzi, Roma lì 23.06.2000. ]. La stessa cosa chiede anche il Telefono Antiplagio con un esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia39[39 Giovanni Panunzio, Cagliari, 23.06.2000.]. Ma ogni opposizione viene respinta e con Decreto del 16 ottobre 2000 il processo viene definitivamente archiviato40[40 L’atto finale di archiviazione è firmato dal Giudice Dott. Carmine Castaldo e depositato in Cancelleria lo stesso giorno 16 ottobre 2000. ].

    Le indagini, nonostante fossero state lunghe e condotte in tutte le direzioni, non rilevavano alcun «dolo» nei confronti della famiglia Gregori. L’anno giubilare del 2000 appariva come un anno di autentica liberazione. A questo punto viene da chiedersi: quale è stato l’atteggiamento dei fedeli della Parrocchia di S.Agostino nei confronti della famiglia Gregori e dei provvedimenti della Magistratura?

    Ebbene, i parrocchiani si sono schierati a difesa della famiglia e della competente autorità ecclesiastica, come appare da una lettera, accompagnata da oltre 1400 firme, inviata al Procuratore della Repubblica di Civitavecchia41[41 La Lettera, oltre che consegnata il 23 giugno 1995 al «Procuratore della Repubblica in Civitavecchia», è stata inviata per conoscenza anche a «S. E. Mons. Vescovo di Civitavecchia», e agli «organi della stampa». ]: Noi parrocchiani della chiesa di S.Agostino e fedeli che frequentano la Parrocchia, avendo appreso la notizia di nuove richieste da parte della Magistratura nei confronti della famiglia Gregori di via Fontanatetta in Civitavecchia, località Pantano, esprimiamo, nel rispetto dovuto, il nostro stupore e vivo disappunto, sia per la gratuita persecuzione morale alla quale viene sottoposta da tempo quella famiglia, con sofferenza e danni morali non quantificabili, sia per il significato di chiara mancanza di riconoscimento della competente autorità della Chiesa, che ha deciso di consegnare alla venerazione dei fedeli l’immagine della Madonna SS., soggetto dell’evento, affinché dal culto pubblico possa ricavare elementi utili al giudizio che Le compete. Con la presente esprimiamo il nostro sdegno per l’atteggiamento persecutorio del Codacons nei confronti di un evento che è da considerarsi di carattere religioso, mentre nel suo strano zelo ignora l’assillante propaganda e attività di una valanga di operatori dell’occulto.
    La presente è firmata dall’allegato elenco di fedeli
42[ 42 Alla lettera vengono allegati i fogli con le oltre 1400 firme.].

    Seguono oltre 1400 firme.

    Accade sempre che i semplici fedeli, privi di ogni pregiudizio e liberi da ogni falsa ideologia, riescono a intuire più facilmente la verità e a testimoniarla con le parole e con i comportamenti concreti di vita.

 

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4. LA COMPARAZIONE DEL DNA

    Il problema del DNA ricorre continuamente quando si parla della vicenda della Madonnina di Civitavecchia. La domanda che tanti si pongono è la seguente: perché i Gregori hanno rifiutato l’esame del DNA? Si vede un tale rifiuto come indice di qualcosa da nascondere. Si insinuano, così, ombre e dubbi circa la loro onestà.

    Ebbene al riguardo occorre sapere come stanno realmente le cose.

    Innanzitutto è necessario dissipare ogni dubbio affermando che la famiglia Gregori si è sempre dichiarata disponibile a sottomettersi all’esame per la comparazione del sangue. Inizialmente erano disposti a procedere ad una comparazione su richiesta della Magistratura, ma quando è stato fatto notare loro che non era opportuno, data la parzialità degli esami effettuati e la pericolosità per una possibile strumentalizzazione anticlericale, hanno ritirato la loro adesione. Quindi sono stati indotti a ritirare l’adesione.

    Per quanto riguarda, invece, la richiesta da parte della Chiesa sono stati sempre disponibili e lo sono tuttora, ritenendosi certi di non aver effettuato inganni e desiderosi essi stessi di trovare la verità e di dimostrare a tutti la loro onestà.

    Tale disponibilità dei Gregori è valutata molto positivamente dalla Commissione teologica costituita dal Vescovo. Ma a questo punto ci si chiede: perché detta Commissione non ha provveduto in proprio ad una verifica del DNA?

    Quando la Commissione teologica si è riunita per la prima volta, il 19 aprile 1995, la Criminalpol aveva già provveduto ad asportare il sangue dalla statuina. Pertanto un esame ordinato dalla Commissione non sarebbe stato più possibile data la scarsità di sangue rimasta sulla statuina, assolutamente insufficiente per un completo e attendibile esame comparativo.

    La Commissione si sarebbe potuta servire dell’esame effettuato dalla Magistratura, ma tale esame sembrava sospetto e di tendenza anticlericale; appariva un esame incompleto, per cui non risolveva niente; inoltre non poteva essere utilizzato perché coperto da segreto istruttorio.

    A riguardo sono stati consultati i Professori Fiori e Umani Ronchi, i quali hanno sostenuto che una comparazione non avrebbe chiarito niente. Il Prof. Fiori ha affermato che il DNA serve a dimostrare «compatibilità» o «incompatibilità» con chi ha a che fare con la statuina, non si parla di «certezza» assoluta; il «compatibile» può essere solo indiziato. Di conseguenza una comparazione non avrebbe risolto niente43[43 Affermazione data alla Commissione teologica il 14 ottobre 1995.]. Il Prof. Umani Ronchi ha asserito che le indagini non sono state estese a tutto lo scibile del DNA, per cui una comparazione non avrebbe dato nessuna certezza44[44 Asserzione data alla Commissione teologica il 9 marzo 1996. ].

    Per la serietà delle indagini circa la comparazione del DNA avrebbero dovuto essere interessate più persone. Prima di tutto Fabio Gregori, tuttavia occorre osservare che è stato presente solo a tre lacrimazioni, sulle quattordici testimoniate. Ma il DNA avrebbe dovuto essere richiesto a tutti gli altri uomini che hanno assistito alle lacrimazione, compreso il parroco, il Vescovo e sei poliziotti che hanno fornito testimonianza alla Magistratura. A testimoniare la lacrimazione ci sono 22 uomini e per serietà sarebbe stato necessario procedere ad una indagine comparativa del DNA per tutti e 22.

    Per il DNA è molto importante avere chiare le idee: un conto è la «compatibilità» del sangue e un conto è la «identità» del sangue. Per procedere alla compatibilità potrebbe essere sufficiente un numero anche limitato di «polimorfismi», ma non proverebbe niente e inoltre sarebbe pericoloso perché si presterebbe a false strumentalizzazioni.

    Per procedere alla identità è necessario individuare un elevato numero di elementi, ciò che non è stato né è più possibile. Le analisi effettuate dalla Magistratura si sono limitate a isolare soltanto cinque «polimorfismi»45[45 Cf. Fascicolo «Relazioni di indagini Biologiche», datato Roma 30 maggio 1995. Indagini effettuate dal Dott. Aldo Spinella, Prof. Angelo Fiori, Prof. Giancarlo Umani Ronchi.] , quando ce ne vorrebbero almeno venticinque (oggi si sostiene che ce ne vorrebbero addirittura molti di più) per procedere ad una seria comparazione. Per di più i cinque polimorfismi isolati sono comuni alla stragrande maggioranza della popolazione.

    Quindi tutto sarebbe stato inutile. Tutto questo viene confermato anche dalla relazione «Alla Procura della Repubblica», dove, tra le altre cose, viene detto: «Sono stati analizzati nr. 5 polimorfismi nucleari…», e si aggiunge: «Si fa presente che i polimorfismi riscontrati sono identici sia per la traccia destra che per quella sinistra, e sono rilevabili nella popolazione in generale»46[  46 Relazione del Dott. Aldo Spinella datata Roma 14. 04. 1995.]. È ovvio che se i polimorfismi ricavati sono rilevabili nella popolazione in generale, ogni comparazione sarebbe stata non attendibile.

    Una certa attenzione va data anche a quanto l’Avv. Bruno Forestieri, legale dei Gregori, ha scritto in riferimento alle indagini della Criminalpol: La suddetta consulenza appare, prima facie, assolutamente sintetica, non esplicativa e, meno che meno, esaustiva. In effetti, le analisi effettuate si sono limitate ad isolare, neppure in maniera compiuta, solamente cinque polimorfismi che hanno consentito ai consulenti di accettare che le tracce ematiche presenti sul volto della Statuina della Madonna appartengono tutte allo stesso gruppo.

    Ovvero, il sangue presente sul volto della Statuina è lo stesso.

    Ho avuto modo di parlare con esperti del settore i quali mi hanno confermato che:

    - data la scarsissima quantità di tracce ematiche presenti sul volto della Statuina, non è stato sicuramente possibile effettuare una analisi approfondita;

    - è sicuramente impossibile, proprio per quanto sopra, effettuare una comparazione tra le risultanze delle analisi del liquido ematico della Statuina e quella di altri soggetti;

    - per poter comunque effettuare una comparazione, si dovrebbe procedere ad ulteriori riscontri di controllo, oramai impossibili, attesa l’inesistenza, di fatto, di ulteriori reperti ematici sul volto della Statuina;

    - il vero e reale risultato cui si potrebbe giungere, con una eventuale comparazione, sarebbe di una inaffidabilità tale che potrebbe consentire delle manipolazioni, con conseguenze aberranti, atteso il giudizio probabilistico e non oggettivo.

    Alla luce di quanto sopra esposto si fondano le mie enormi perplessità sulla effettiva utilità e affidabilità di una analisi del D.N.A. sui componenti la famiglia Gregori, a parte l’estraneità di altri familiari alla vicenda, fermo restando che, al momento in cui si potrà avere pieno accesso alla consulenza fatta effettuare dal Pubblico Ministero e poter verificare anche l’eventuale esistenza di un «diario» delle operazioni eseguite - non presente nel fascicolo, anche perché risulterebbe che non tutti e tre i consulenti hanno effettuato gli accertamenti - a puro titolo di curiosità, e sempre con estrema riservatezza si possa valutare l’ipotesi di poter affidare ad un consulente l’incarico di verificare le metodologie usate dai consulenti (?) del P.M.47[